Volano via col maestrale i sondaggi sventolati da ANEV e Greenpeace. I sardi favorevoli al ricorso all'energia eolica pressoché dappertutto? Una favola spazzata via dal maestrale Lo scorso 15 giugno, giornata europea del vento, i mezzi di informazione hanno pubblicato con grande evidenza i risultati del sondaggio condotto dalla Customer Asset Improvement per conto dell'ANEV (l'associazione che raggruppa i produttori di energia eolica: quelli che fanno le centrali) e di Greenpeace su un campione di 800 italiani, dei quali 500 sardi. "Secondo lo studio, l'86 per cento degli italiani è favorevole all'energia eolica. Il 60 per cento dei sardi addirittura la considera «un'opportunità positiva di sviluppo del territorio». E il 30 per cento dei sardi meno convinti non si opporrebbe al suo sviluppo. Per quanto riguarda il limite posto dalla Regione allo sviluppo dell'eolico, il 75 per cento degli intervistati vorrebbe che fosse innalzato; il 36 per cento vorrebbe addirittura uno sviluppo senza limiti. Soltanto il 19 per cento invece non sarebbe d'accordo sul superamento di questi limiti." Così ne scriveva, ad esempio, La Nuova Sardegna (15 giugno 2007, pagina 7) sulla base delle dichiarazioni congiunte ANEV - Greenpeace. I titoli erano eloquenti e netti: "I sardi amano l'eolico: opportunità di sviluppo. Tre su quattro vorrebbero meno vincoli. Il 36 per cento addirittura li abolirebbe". Con un po' di curiosità, siamo andati a leggere direttamente i risultati del sondaggio, reperibili sul sito ufficiale dell'ANEV). Al di là di critiche che possono esser portate alla metodologia seguita ed all'esiguità del campione prescelto (300 italiani "non sardi" sono un po' pochini), i risultati appaiono un bel po' diversi da quanto sostenuto da ANEV e Greenpeace. Sul rapporto, il grafico numero 6 (pagina 12) è chiaro ed eloquente: il 44 degli italiani afferma che «bisognerebbe impiantare nuove centrali eoliche ma solo in alcune specifiche e limitate zone», il 6 è «assolutamente contrario allo sviluppo dell'energia eolica perché modifica il paesaggio» e secondo il 50 «si dovrebbero impiantare parchi eolici in aree di maggiore vento, tranne alcune aree di rilevante interesse paesaggistico». Quindi, a livello nazionale ben il 50 di questo campione è a favore di un ricorso limitato all'energia eolica (dove non degrada il paesaggio) o è addirittura drasticamente contrario. Se il sondaggio si concentra sulla Sardegna, i dati sono ancora diversi e netti in favore di una drastica opposizione all'eolico selvaggio. Infatti, secondo il 52,9 dei sardi «bisognerebbe impiantare nuove centrali eoliche ma solo in alcune specifiche e limitate zone», mentre il 7,6 è «assolutamente contrario allo sviluppo dell'energia eolica perché modifica il paesaggio». Il 39,5 dei sardi, invece, ritiene che «si dovrebbero impiantare parchi eolici in aree di maggiore vento, tranne alcune aree di rilevante interesse paesaggistico». Quindi, per ben il 60,5 dei sardi le centrali eoliche possono esser realizzate solo in alcune specifiche e limitate zone o, addirittura, da nessuna parte. Esattamente il contrario di quanto sostenuto da ANEV e Greenpeace. Esattamente la politica scelta dalla Regione autonoma della Sardegna e fortemente sostenuta dalla Giunta di Renato Soru. Esattamente, più modestamente, quanto richiesto con forza dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico, oltre che da tante altre realtà associative ambientaliste e culturali.
I sardi amano l'eolico, ma non alla follia
Un sondaggio condotto da ANEV e Greenpeace ha mostrato che il 86% degli italiani e il 60% dei sardi sono favorevoli all'energia eolica. Tuttavia, i risultati del sondaggio sono stati criticati per la metodologia e l'esiguità del campione. I dati mostrano che il 50% degli italiani e il 60,5% dei sardi ritengono che le centrali eoliche possano essere realizzate solo in alcune specifiche e limitate zone. Altri 30% degli italiani e 39,5% dei sardi ritengono che le centrali eoliche possano essere realizzate in aree di maggiore vento, tranne alcune aree di rilevante interesse paesaggistico.
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