Disponibili 13 milioni che bastano solo per gli stipendi fino ad agosto Fleres: "È emergenza" In ballo anche il nodo dei catalogatori Il governo pensa a due variazioni di bilancio Ore 10,30, seduta della commissione Finanze: audizione del governo e dei sindacati. È lì che sbarca il caso della Protezione civile siciliana. Un ufficio nato nel 1998, con un dirigente, qualche impiegato di ruolo e una cinquantina di precari. Un ufficio che, in seguito a successive infornate di personale a tempo determinato, oggi conta più di 700 dipendenti sparsi nellIsola. Tutti, sino a ora, mantenuti con i fondi nazionali della legge 433 per la ricostruzione post-terremoto del '91. Ora quel filone si è esaurito. E la Regione deve prendersi sulle spalle la Protezione civile. Il dirigente dellufficio, nel frattempo diventato dipartimento, Salvatore Cocina, ha detto in commissione che il governatore Salvatore Cuffaro, nel corso della recente visita a Palermo di Guido Bertolaso, ha assicurato il proprio impegno per reperire i fondi per una proroga. A quel punto, Lo Porto ha gelato i presenti. Precisando, come si legge nel verbale della seduta, che al dipartimento Protezione civile sono stati già assegnati 13 milioni di euro. Peccato che quei soldi servano, come afferma Cocina al telefono, per pagare gli stipendi dei precari da maggio ad agosto. E per sostenere i costi di un contenzioso che, afferma ancora Cocina, «ha già visto transazioni per due milioni di euro e presto vedrà la Regione costretta a versare altri cinque milioni». Ma i conti non tornano allingegnere Pier Francesco Di Benedetto, esponente della Cisl: «I fondi che servono alla causa possono essere recuperati subito fra le somme accantonate per Tfr e contributi previdenziali, il cui pagamento, in presenza di una proroga, giocoforza slitterebbe». Il dirigente della Protezione civile è tornato a sollecitare una riforma (allArs giacciono tre disegni di legge in questo senso) che parta da «un riassetto della pianta organica attraverso la determinazione del reale fabbisogno» e giunga a un concorso con il 50 per cento dei posti riservati al personale interno. Attraverso questa procedura, assicura Cocina, potranno entrare tutti i precari in lista dattesa ma non tutti avranno la qualifica desiderata: «Bisognerà fare alcune prove selettive: molti dipendenti hanno un adeguato livello di esperienza e professionalità. Molti, non tutti». Ma una riforma, visto il clima politico dellArs, ha tempi incerti. E così Nicola Leanza, vice presidente della Regione, ha garantito un altro intervento-tampone: un disegno di legge di variazione di bilancio ad hoc, che appronti le risorse necessarie per quattro mesi di proroga (4,4 milioni di euro) e che tuteli anche i circa 400 catalogatori dei Beni culturali, altra categoria di precari storici della Regione, i cui contratti scadono invece a fine anno. E che, ha dichiarato Leanza, non potranno più essere pagati con i fondi europei. Un altro anno di attività, per i catalogatori, costerebbe circa 12 milioni di euro. Corsa contro il tempo. Con la preoccupazione della maggioranza: il forzista Salvo Fleres, che ha presentato un disegno di legge sulla Protezione civile, non nasconde che «adesso siamo allemergenza, anzi, al pericolo. Catalogatori e operatori della Protezione civile vanno stabilizzati immediatamente, per evitare di dover ricorrere al Padreterno e sperare che, da settembre in poi, non accada nulla di grave. Alle esigenze finanziarie - aggiunge Fleres - si può far fronte con una variazione di bilancio mirata allo scopo, così da non precludere, soprattutto per la Protezione civile, possibili apporti finanziari statali». Sulla stessa linea il capogruppo di Alleanza nazionale Salvino Caputo: «Il governo deve garantire la stabilizzazione degli operatori della protezione civile: è assurdo che, in un momento del genere che li ha visti impegnati contro lemergenza caldo, venga loro prospettato il licenziamento. In previsione di altri eventi climatici di eccezionale gravità - continua Caputo - bisogna mettere gli operatori in condizioni di agire nella certezza del futuro e con la garanzia che le professionalità acquisite non vengano disperse». E il presidente della commissione Finanze, Michele Cimino (altro esponente di Forza Italia), chiede «un vertice di maggioranza sulle emergenze lavoro: la Protezione civile, i catalogatori, ma anche i medici dei laboratori danalisi che questanno - dice Cimino - hanno assistito a un taglio di 30 milioni di euro nei finanziamenti per un settore che conta qualcosa come 5 mila dipendente. E che sono pronti a scendere in piazza».