L'associazione Acqua diffonde il documento «rimasto nel cassetto» e torna all'attacco A distanza di quasi due anni spunta il testo del parere negativo dei "beni culturali" Spilimbergo «Per quanto su esposto, il parere della Soprintendenza non può che essere negativo». Con questa frase che non lascia spazio a dubbi di interpretazione, si conclude la lettera inviata dalla Soprintendenza ai beni culturali alla Regione, in cui esprime il suo parere sulla realizzazione delle casse di espansione sul Tagliamento. La comunicazione risale al 20 ottobre 2005, ma finora non era mai stata resa pubblica. A divulgarla ci hanno pensato gli ambientalisti dell'associazione Acqua, che ne sono entrati in possesso nei giorni scorsi per vie non ufficiali. Il parere era obbligatorio, perché i fiumi, comprese le aree golenali e le sponde sono fino a una fascia di 150 metri da intendersi vincolati per legge e pertanto soggetti alla tutela paesaggistica. «Le casse di laminazione è scritto nel documento firmato dall'architetto Silvano Coletti costituite da manufatti i cemento armato e da arginature di separazione del fiume, affioranti dal greto,per la loro rigidezza sarebbero estremamente impattanti dal punto di vista percettivo, trattandosi di strutture molto estese sia in altezza sul piano delle ghiaie, sia per il grande sviluppo perimetrale. Il fatto poi che le stesse siano previste in numero di tre, disposte serialmente, costituisce un ulteriore elemento di grave pregiudizio al paesaggio tutelato». Il parere prosegue poi con altre valutazioni di tipo paesaggistico, dove si sottolinea il problema dell'impatto negativo dell'opera sul greto del fiume, in un contesto di «rilevanza ambientale di grande pregio». Gli esponenti dell'associazione Acqua, intervenuti recentemente a Latisana per l'apertura di una sezione locale, rappresentata dal perito Ivano De Marchi (è la prima volta che il sodalizio, nato nell'area del medio Friuli, trova consensi anche nella cittadina della bassa), hanno puntato il dito ancora una volta contro la Giunta regionale, confrontando le differenti scelte effettuate nei due casi che coinvolgono lo spilimberghese: la casse e la strada Sequals-Gemona. «Nel caso della strada è stato osservato la Regione ha giustificato la contrarietà al tracciato a nord della collina di Lestans con l'insormontabile parere, pur contrastato e inviso alla popolazione locale, della Soprintendenza. Invece nel caso delle casse di espansione sul Tagliamento il giudizio avverso dei tecnici addetti alla tutela del patrimonio pubblico sembra essere del tutto ininfluente. Due decisioni diverse, ma con un denominatore comune: in entrambi i casi è stata premiata la soluzione più dispendiosa per l'ente pubblico».Ancora più esplicito, in margine all'incontro di La tisana, il presidente Renzo Bortolussi: «Il parere della Soprintendenza, che finora è stato tenuto nei cassetti, costituisce un ulteriore tassello per corredare i documenti che saranno portati all'attenzione della Commissione parlamentare Antimafia, a dimostrazione dei sospetti già espressi nella nostra richiesta di audizione».
SPILIMBERGO - Casse, il "no" della Soprintendenza
L'associazione Acqua ha diffuso un documento che rivelava un parere negativo della Soprintendenza per la realizzazione delle casse di espansione sul Tagliamento. Il parere, inviato alla Regione nel 2005, esprimeva preoccupazioni per l'impatto negativo dell'opera sul greto del fiume e sul paesaggio tutelato. Le casse di espansione erano previste per essere costruite in tre, disposte serialmente, e sarebbero state molto estese sia in altezza che per il grande sviluppo perimetrale. Il parere della Soprintendenza è stato considerato negativo, ma non è stato mai reso pubblico fino a quando non è stato diffuso dall'associazione Acqua.
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