I soprintendenti promuovono la riorganizzazione del ministero. Apprezzano il fatto che come invece era nel disegno originario non siano state cancellati i poli museali per far spazio alle Fondazioni, vedono con favore il rafforzamento del soprintendente regionale, ritengono che l'attuale struttura centrale avesse bisogno di un intervento e che il sistema a dipartimenti può essere la strada giusta. Anche dal fronte delle soprintendenze archivistiche che sulle prime avrebbero dovuto fare riferimento a un "loro" dipartimento, mentre poi, per esigenze di spesa, sono state ricomprese in quello per le antichità arriva un giudizio positivo. «Il ruolo del segretario generale spiega Marco Carassi, soprintendente archivistico del Piemonte e della Valle d'Aosta ha finito per generare equivoci, perché avrebbe dovuto coordinare tutta l'attività ministeriale, ma i soprintendenti hanno continuato a far riferimento alle direzioni generali di competenza, che conoscono meglio i problemi di ciascun settore». Per Carassi la struttura a dipartimenti introduce maggiore chiarezza nei rapporti con la periferia. «Certo aggiunge bisogna vedere come funzionerà nella pratica. Il vero problema sono le risorse. La situazione è di emergenza: qui siamo tre funzionari e il carico di lavoro è sensibilmente aumentato». Anche per Antonio Paolucci l'attuale assetto del ministero aveva bisogno di una rettifica e i dipartimenti possono essere una buona.soluzione. Ciò che, però, il soprintendente del polo museale di Firenze più apprezza è «il colpo di freno che .il ministro Urbani ha dato alle Fondazioni, facendo in modo che i poli museali rimangano statali. Non si tratta di demonizzare le Fondazioni. Il fatto è che in questo momento storico era opportuno non compiere quel passo». Altrettanto positivo è, secondo Paolucci, il nuovo ruolo attribuito ai soprintendenti regionali, che «diventano rappresentanti forti dello Stato unitario. Un rafforzamento necessario, tanto più che sui temi culturali i soprintendenti dovranno, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, venire a patti con le Regioni». A proposito del rapporto tra i soprintendenti regionali e quelli dei poli museali questi ultimi rispondono ai primi, ma godono dì autonomia contabile e finanziaria Giovanna Nepi Scirè, soprintendente del polo museale veneziano, esclude problemi. «11 "regionale" afferma ha funzioni di coordinamento e le interferenze con il nostro lavoro sono poche e legittime. Per il resto, noi abbiamo un bilancio proprio e rispondiamo ai nostri revisori dei conti. È, dunque, importante che i poli museali non siano stati cancellati».
La riorganizzazione è promossa
Il ministro della cultura, Gaetano Urbani, ha promosso una riforma del ministero, che prevede la creazione di dipartimenti. I soprintendenti hanno espresso un giudizio positivo sulla riforma, che ritengono possa essere la strada giusta per risolvere i problemi del ministero. La riforma prevede la creazione di dipartimenti, che sostituiranno le direzioni generali. I soprintendenti apprezzano il fatto che i poli museali non siano stati cancellati e che il ruolo del segretario generale sia stato chiarito. La struttura a dipartimenti introduce maggiore chiarezza nei rapporti con la periferia, secondo i soprintendenti. Tuttavia, il vero problema è le risorse, che sono in emergenza.
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