Col bel volto delicato e assorto, tutta chiusa nel gioco prezioso del panneggio che le copre anche il capo leggermente chino, Vibia Sabina è tornata in Italia, nella Villa di Tivoli che fu orgoglio e rifugio dell'imperatore Adriano, cui andò in sposa giovanissima, forse ad appena 12 anni. La statua muliebre in marmo bianco, di dimensioni maggiori dal vero, restituita assieme ad altri reperti archeologici dal Museum of Fine Arts di Boston, è stata l'occasione per la grande mostra dell'estate, fino al 4 novembre all'Antiquarium del Canopo di Villa Adriana. Figlia di L. Vibio Sabino e di Matidia, era nipote dell'imperatore Traiano (98-117 d.C.), che aveva adottato suo marito, consegnandogli le chiavi dell'impero. Non fu la nobile Sabina, destinata dalla sorte ad un uomo che non avrebbe potuto amarla, la passione di Adriano. La loro unione non diede frutti e fu "adombrata" dalla figura di Antinoo, il bellissimo e giovane amante dell'imperatore filosofo. Non sappiamo come Sabina abbia vissuto questa relazione: le voci delle donne antiche, spesso, non sono registrate nei volumi della storia ufficiale. Tuttavia, quando la donna morì nel 136, Adriano la onorò come meritava una sposa imperiale. "Vibia Sabina da Augusta a diva" è una delle tappe di "Archeologia in festa", iniziativa promossa dalla Direzione Generale per i Beni Archeologici in collaborazione con il Gabinetto del Ministro, che ha portato in mostra a Torino, Cagliari e Ferrara i capolavori recuperati dai Museo americano. La mostra è un'ottima occasione per analizzare l'immagine pubblica dell'Imperatrice, correlata al programma politico di Adriano (117-138 d.C), attraverso le diverse testimonianze che ci sono pervenute, dalla ritrattistica, alle epigrafi, alle monete. L'arco cronologico preso in esame va dall'ascesa, al potere di Adriano, fino alla morte e alla successiva divinizzazione di Sabina, epoca a cui risale la statua di Boston. Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni. La prima è incentrata sulla figura di Sabina e sulla sua immagine ufficiale nell'ambito del ruolo delle Auguste fra Traiano e Adriano e illustra la genealogia dell'imperatrice e della gens dei Vibii, sua famiglia d'origine, attraverso l'analisi epigrafica e topografica. Dalla mostra emerge come fosse la casa imperiale a curare direttamente l'immagine pubblica dei propri membri, indicando i modelli da seguire, secondo un preciso programma di propaganda politica. Nella seconda sezione è illustrata la divinizzazione di Sabina a seguito della morte avvenuta tra il 136 e la prima metà del 137 d.C. epoca a cui è da riferire la statua di Boston, che ripropone l'immagine di Sabina Diva raffigurata come Demetra Cerere nel tipo statuario cosiddetto della "Grande Ercolanese", dalla replica romana da originale greco attribuito a Prassitele, ritrovata a Ercolano e conservata al Museo di Dresda. Questo tipo statuario diverrà comune in epoca successiva nella ritrattistica funeraria sia ufficiale che privata. Fra i temi trattati in questa sezione, le vicende legate alla restituzione della scultura, in cui hanno avuto un ruolo significativo i Carabinieri TPA, le analisi effettuate sulla statua e gli interventi di pulitura a cura del Museum of Fine Arts di Boston. La terza sezione, collegata all'esposizione permanente dell'Antiquarium, ospita la base triangolare figurata neoattica, con decorazione figurata a bassorilievo, anch'essa restituita dal Museum of Fine Arts di Boston, contestualizzata nell'ambito di elementi di arredo marmorei riferibili alla Villa di Adriano. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9,00 a un'ora prima del tramonto. Per informazioni telefonare allo 06 39967900 o collegarsi al sito www.pierreci.it Della mostra si parlerà nel corso dell'Intervista possibile di "Questa è Roma!", la trasmissione ideata e condotta da Maria Pia Partisani, in onda ogni sabato dalle ore 11 alle 12 su Nuova Spazio Radio (88.150 MHz).
Italia Sera
1 Luglio 2007
Il ritorno a Tivoli della bella Sabina. In mostra a Villa Adriana la statua restituita dal Museo di Boston
AN
Antonio Venditti
Italia Sera
La statua di Vibia Sabina, figlia di L. Vibio Sabino e di Matidia, nipote dell'imperatore Traiano, è stata restituita al pubblico in una mostra all'Antiquarium del Canopo di Villa Adriana. La statua, di dimensioni maggiori dal vero, rappresenta Vibia Sabina come donna muliebre in marmo bianco. La mostra è un'ottima occasione per analizzare l'immagine pubblica dell'Imperatrice, correlata al programma politico di Adriano, attraverso le diverse testimonianze che ci sono pervenute.
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