A Ginevra per trattare il prestito di un quadro di Degas, il soprintendente Nicola Spinosa sperava di parlare d'arte. Ma i suoi interlocutori svizzeri hanno fatto subito scivolare il discorso sull'argomento del giorno: davvero a Napoli c'è tanta spazzatura? Avevano forse timore di spedire un capolavoro in ambienti poco salubri? «Purtroppo la nostra città sta conquistando le copertine dei giornali soltanto per la crisi rifiuti. All'estero, quando si parla di Napoli, non si parla d'altro. Un commento di quel genere era prevedibile». E lei come ha risposto? «Ho risposto dicendo la verità. Ho spiegato che le strade sono piene di sacchetti ma che il museo di Capodimonte è un'isola felice, che potevano stare assolutamente tranquilli». Quindi il Degas arriverà, malgrado l'immondizia. «Credo proprio di sì. È mia intenzione inserirlo nella grande mostra "Omaggio a Capodimonte" che verrà allestita nel mese di ottobre». I rifiuti tengono lontani i turisti: è soltanto questo il motivo del calo di presenze e di incassi nei musei? «Non è soltanto questo, perché stiamo vivendo una crisi generalizzata del turismo d'arte e cultura, ma sicuramente quello principale. Basta guardarsi intorno. I visitatori diretti a Capodimonte vengono accolti dai cumuli di sacchetti abbandonati davanti a Porta Grande e Porta Piccola». La fuga dei visitatori ha fatto perdere ai luoghi d'arte circa 600mila euro. Quali saranno le conseguenze del bilancio in rosso? «Le conseguenze si vedono già. Il numero delle sale chiuse al pubblico per mancanza di custodi sta aumentando, i servizi di pulizia e manutenzione sono stati ridotti. La soprintendenza non naviga nell'oro, è cosa nota. Così dobbiamo risparmiare sulle voci che è possibile tagliare senza provocare troppi danni». p.p.