I "Grandi archeologi" alla rotatoria "I grandi archeologi" hanno preso posto nella rotatoria Croce dei missionari dove l'opera bronzea di Giorgio De Chirico rimarrà per cinque mesi. Si tratta della terza iniziativa dello "Spazio arte per Urbino" ideato da Piero e Giacomo Guidi. C'era tutta Urbino, sabato, all'inaugurazione. Molti arrivati anche da Pesaro. Le istituzioni erano rappresentate dal presidente della Provincia Ucchielli, dal sindaco Corbucci e dall'assessore regionale alla Sanità Mezzolan, oltrechè dal questore Benedetto Pansini e dal procuratore Coassin. La scultura "I grandi archeologi", tratta da un dipinto dello stesso artista risalente al lontano '27 e oggi conservato nella Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, è stata presentata dal critico urbinate Floriano De Santi, curatore dell'iniziativa. Il Comune della città ducale, la Provincia e il centro culturale Una Arte di Fano di Carlo Bruscia hanno affiancato la famiglia Guidi dando il loro contributo. Dopo l'inaugurazione, tutti nella bottega nella bottega di Giovanni Santi della casa natale di Raffaello, dov'era stato allestito un apprezzatissimo buffet e dove è stato possibile visionare la mostra dedicata all'opera di Lisa Sotilis durante il quale è stato proiettato un video di presentazione realizzato dal giornalista Giovanni Lani. E' lo spazio di esposizione di arte contemporanea che mancava nella nostra provincia.
URBINO Collocata a Urbino l'opera di De Chirico
L'opera "I grandi archeologi" di Giorgio De Chirico è stata esposta nella rotatoria Croce dei missionari di Urbino per cinque mesi. L'iniziativa è stata organizzata dall'artista Piero Guidi e dal critico Floriano De Santi. Il Comune di Urbino, la Provincia e il centro culturale Una Arte di Fano hanno contribuito all'iniziativa. La mostra è stata inaugurata con la presenza di istituzioni locali e critici d'arte. Durante la mostra, è stato possibile visionare la mostra dedicata all'opera di Lisa Sotilis e proiettare un video di presentazione. L'iniziativa è stata definita come lo spazio di esposizione di arte contemporanea mancante nella provincia.
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