Tutto fermo per settimane, dopo il sopralluogo il vicesindaco Matulli ordina: "Da oggi devono assolutamente riprendere i lavori" Possono ripartire gli scavi in viale Rosselli, corsa contro il tempo Tutta colpa di un muretto trovato a un paio di metri di profondità "Entro ottobre dovrà essere riaperto il doppio senso in via Il Prato" Tramvia, il vicesindaco Giuseppe Matulli "ordina" di riprendere i lavori a Porta al Prato da oggi. Il via libera che si attendeva da parte della soprintendenza è arrivato: «Ho fatto un sopralluogo venerdì mattina in viale Rosselli, per la soprintendenza cera con me larchitetto Paola Grifoni: adesso è tutto a posto, lautorizzazione cè e devono riprendere assolutamente i lavori», dice il vicesindaco che ancora scommette sulla conclusione dei lavori della prima linea Scandicci entro la fine del 2008. Per effetto di un muretto trovato durante lo scavo ad un paio di metri di profondità tutto si era fermato. Per settimane non si è visto un operaio, nella zona di viale Rosselli e di Porta a Prato. Adesso però è tutto sbloccato: «Larchitetto Grifoni ha chiesto un paio di semplici prescrizioni su come preservare il grosso del muro ma ha dato lok alla ripresa dei lavori». E adesso via a tutta velocità, è il piano del vicesindaco Matulli, che ogni giorno scruta carte e cantieri: «Ora niente scuse». Ma sarà davvero così? Neppure una settimana fa Repubblica contò 19 operai al lavoro nei cantieri. E il giorno dopo, racconta adesso il vicesindaco Matulli, le imprese che stanno realizzando la prima linea, cioè la Cooperativa muratori e braccianti e relativi subappalti, hanno fatto arrivare sulla sua scrivania un elenco dettagliato del personale destinato a via del Sansovino, viale Talenti e via Foggini: un totale di circa 50 persone. «Un segnale di aumento», rileva Matulli. Tutti i conti però saranno alla prova da oggi: Palazzo Vecchio ha ufficialmente chiesto alla Cmb di aumentare decisamente il ritmo a partire dal primo luglio. E solo a partire da stamani, dunque, sarà chiaro se linvito del Comune è stato accolto dalle imprese. «Entro ottobre vorremmo riaprire il doppio senso in via Il Prato», dice il vicesindaco. Ma proprio per questo serve un deciso colpo di acceleratore: le imprese continueranno a lavorare per le consuete 8 ore al giorno o, come ha chiesto Palazzo Vecchio, aumenteranno lorario fino a 12 ore al giorno arrivando a comprendere come lavorativo anche il sabato? «Per lavorare 12 ore occorrono due turni e vedremo cosa faranno, non è ancora chiaro se è stato raggiunto i no laccordo con le organizzazioni sindacali», sospira Matulli temendo di assistere ad un nuovo allentamento nella fase centrale dellestate. E lestenuante corsa contro il tempo per arrivare a concludere tutto per la fine del prossimo anno. Solo completando i lavori entro dicembre 2008 si può scommettere di inaugurare la prima linea di tramvia prima delle elezioni della primavera 2009. E proprio in questi mesi si gioca la partita decisiva. Del resto, se sul tratto scandiccese i lavori sembrano un po più avanti, non lontanissimi dalla fase della posa dei primi binari, lungo il tratto fiorentino la tabella di marcia arranca: in viale Talenti e via del Sansovino si sta ancora gettando il «sabbione cementato» che dovrà garantire la tenuta del terreno al passaggio dei convogli, mentre alle Cascine, in viale Rosselli e a Porta al Prato siamo ancora agli scavi preliminari. Non a caso lo stesso ingegnere Giovanni Mantovani che coordina i lavori ripete: «Le possibilità tecniche di finire in tempo ci sono.......certo se si comincia a lavorare come dio comanda». Il rischio penali? Il calendario fissato dalla gara dappalto è ormai saltato. Per effetto dei ritardi delle imprese ma anche per le varianti in corso dopera richieste da Palazzo Vecchio. Ed è probabile che le relazioni tra Comune e imprese precipiteranno, prima o poi, in un braccio di ferro sui conti economici: le ditte stimano un aumento di costi di 18 milioni solo in conseguenza delle varianti progettuali e addebitano a Palazzo Vecchio altri 56 milioni di «riserve», cioè di aumenti imprevisti di costi.