Ormai da tempo un gran numero di specialisti è impegnato nello studio dei possibili effetti delle variazioni climatiche sulla integrità e la conservazione di quella parte della nostra cultura fatta di cose e di materia. Si tratta di quelle opere d'arte quegli edifici storici o monumenti cui siamo tanto fieri, i quali sono fatalmente destinati - proprio a causa della loro natura fisica e concreta - a subire l'effetto del tempo e l'azione degli elementi atmosferici. Nonostante le opinioni degli studiosi spesso divergono riguardo all'entità dei cambiamenti climatici e la loro evoluzione, c'è invece unanimità nel giudicare importante l'influenza che le variazioni del clima hanno non solo sulle attività economiche e la salute, ma anche sulla cultura. Il legame tra cultura e clima è solo in apparenza lontano. "La connessione tra questi due elementi è molto stretta quando si paria di patrimonio culturale, cioè al prodotto materiale della genialità degli individui e delle collettività.", sottolinea la dottoressa Maria Mautone direttrice del dipartimento patrimonio culturale del CNR. "Si tratta però di una relazione circolare: alcune azioni umane provocano cambiamenti climatici, i quali a loro volta danneggiano proprio le opere che l'uomo stesso produce". Ci troviamo quindi ad essere vittime ed artefici di un inquietante circolo vizioso che dobbiamo interrompere, cercando di intervenire al più presto evitare che si compiano danni irreparabili, "Le alluvioni come quella di Firenze del 1966, sono eventi eclatanti che hanno posto l'attenzione di tutti sui danni che le variazioni climatiche possono causare anche al patrimonio culturale. -continua la Mautone - Ma ogni giorno le condizioni meteorologiche e atmosferi-che minano la sua integrità, ad esempio con l'azione quotidiana sui monumenti della pioggia, del vento o del sole". La situazione è quindi da monitorare con attenzione, tanto che l'Unione Europea ha varato un importante progetto (chiamato Arca di Noè) che si propone di fotografare la situazione attuale, fare delle previsioni e stilare delle linee guida di azione per la salvaguardia del patrimonio culturale minacciato dai cambiamenti climatici. "Dagli studi che abbiamo fatto - spiega la dottoressa Cristina Sabbioni, coordinatrice di questo progetto che si occupa dell'impatto che avranno i cambiamenti climatici sul patrimonio culturale nei prossimi 100 anni - l'acqua risulta avere un ruolo fondamentale nei fenomeni di degrado dei monumenti. L'aumento delle precipitazioni previsto nel prossimo secolo porterà un'intensificazione del dilavamento e dell'erosione dei materiali di interesse artistico." A fare danni è quindi anche la stessa azione dell'acqua che consuma le su-perfici su cui cade. "Si è calcolato che in Nord Europa si arriverà ad erosioni enormi, dell'ordine di 35 micron all'anno (da noi solo 5 micron l'anno). Ma la pioggia provocherà altri guai,- continua la dottoressa Sabbioni - perché aumenterà di conseguenza anche l'umidità relativa. L'acqua evaporando causa problemi di cristallizzazione di sali e l'attivazione dell'inquinamento atmosferico sulle superficie, fenomeni che provocano ingenti danni. Per ora non sono stati studiati casi specifici ma si prevede di approfondire casi di studio, come ad esempio la valle dei templi di Agrigento, che ci possono aiutare a comprendere meglio la dinamica e l'intensità di certi fenomeni". Oltre a preoccuparci dell'aumento di tempeste e dello stravolgersi delle stagioni, dobbiamo quindi cominciare seriamente a pensare anche ai molti moumenti e le tante opere d'arte che rischiano di essere consumate e irrimediabilmente rovinate sotto i nostri occhi. "Ad essere minacciata non è soltanto la singola opera d'arte in sé, - sottolinea la dottoressa Mautone - ma anche la sua fruizione e quindi il suo significato profondo di testimonianza della storia della collettività che lo ha prodotto". Come memoria visibile del passato e testimonianza della cultura di un popolo in un determinato momento storico, l'opera d'arte ha quindi una importanza fondamentale come parte integrante della identità culturale di ciascuno. "Rinunciare al nostro patrimonio culturale - conclude la Mautone -sarebbe perdere una parte del nostro DNA". E questo non deve succedere.
Allarme clima per le opere d'arte
La variazione climatica sta minacciando il patrimonio culturale del mondo. Gli studiosi concordano che l'acqua sia un fattore fondamentale nel degrado dei monumenti. L'aumento delle precipitazioni previsto nel prossimo secolo porterà un'intensificazione del dilavamento e dell'erosione dei materiali di interesse artistico. La pioggia provocherà anche problemi di cristallizzazione di sali e attivazione dell'inquinamento atmosferico sulle superfici. L'Unione Europea ha varato un progetto per fotografare la situazione attuale, fare previsioni e stilare linee guida di azione per la salvaguardia del patrimonio culturale minacciato dai cambiamenti climatici.
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