CLAUDIO MARTINI è presidente della Regione Toscana Il presidente detta Regione replica a Ernesto Ferrero: d'accordo per i testimonial e gli intellettuali impegnati ma noi amministratori stiamo governando bene Benvengano i testimonial che invoca Ernesto Ferrerò sulla Stampa del 23 giugno e anche gli intellettuali che si occupano della cosa pubblica. Ma perché immaginarli come chi ci salverà da Regioni e Comuni «sconsiderati»? Comprendo il clima generale di sfiducia nella politica che porta anche Ferrero a far di tutta l'erba un fascio, ma non è così che si volterà pagina. Guardiamo con più obiettività alle cose. Quelle trivellazioni non s'hanno da fare In quell'articolo la Toscana viene chiamata in causa per trivellazioni che non ci sono e non ci saranno mai. Se prima di scrivere qualche giornale ci avesse contattato, avrebbe scoperto che la «decenza ambientale» presente nel nostro Dna di amministratori ha messo nero su bianco che le trivellazioni non sono né autorizzate, né previste per il futuro. Anzi, il nostro piano energetico le bandisce. Insomma, si è fatto un polverone sul nulla. Il nostro Dna anticondoni II nostro Dna. In Toscana i condoni sono stati respinti al mittente con una legge regionale e abbiamo sconfitto tutti i ricorsi di Tremonti. E anche le villette di Monticchiello, pur discutibili, non sono mostri né impediscono all'Unesco di confermare la Val d'Orcia patrimonio dell'Umanità. L'insediamento sarà rivisto e mitigato dalle nostre amministrazioni locali d'intesa con il ministero, che ci ha dato atto di avere una legislazione in materia fra le più rigorose d'Italia. Siamo la prima Regione che ha varato con Rutelli il Codice del paesaggio, quella con il maggior numero di siti dell'Unesco, di bandiere blu (15 su 96), di bandiere arancioni (32 su 119), di vele blu (spiagge pulite). Cresce ogni anno il numero di persone che scelgono il nostro turismo sostenibile; abbiamo un'agricoltura Ogm free e una grande attenzione alla biodiversità. E poi, c'è lo sforzo compiuto per recuperare borghi e palazzi storici, ville rinascimentali, teatri del Settecento, le pratiche e mestieri tradizionali, il tutto con prevalenti risorse locali. Fra Cboney et comitati Chiedo pacatamente a Ferrero: a chi si deve tutto questo? Ai testimonial, ai comitati o agli amministratori «sconsiderati»? Lo chiedo non per creare fratture, anzi per evitarle. Ci serve un'alleanza per lo sviluppo di qualità. I testimonial. Spero che Clooney o Benigni, insieme con i tanti che hanno scelto di vivere da noi, ci diano un aiuto per continuare a essere la terra più bella e amata. I comitati. Noi ascoltiamo tutti, anche quelli che dicono sempre di no, anche quelli contro le moschee, contro l'uso della geotermia, dell'energia eolica, del solare. Ma chiedo: va tutto bene, purché si contrappongano ai governi locali? Non mi pare sia questa la linea della Stampa, ad esempio sulla Val di Susa... Stiamo varando la legge sulla partecipazione più avanzata e innovativa mai concepita in Italia. E saremo, penso, i primi a ridurre il numero dei consiglieri, assessori, enti e aziende, per liberare risorse da investire bene. Concludo. Invito La Stampa a fare insieme un giro per la Toscana e vedere approfonditamente come stanno le cose. Sarebbe un bel modo per uscire dai luoghi comuni, di qualunque tipo. E vi do appuntamento al 2 e 3 ottobre, quando si riuniranno in Toscana gli Stati Generali sulla sostenibilità. Intanto noi continuiamo ad amministrare. Col Dna del centrosinistra.
In Toscana non servono "salvatori"
Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, risponde a Ernesto Ferrero, che ha scritto un articolo sulla Stampa del 23 giugno, in cui ha criticato la regione per le trivellazioni. Martini replica che le trivellazioni non sono autorizzate e non ci saranno mai. Inoltre, la regione ha un piano energetico che bandisce le trivellazioni. Martini elenca i successi della regione, come la legge regionale che ha respinto i condoni, la conferma della Val d'Orcia patrimonio dell'Umanità e la varata del Codice del paesaggio. Martini chiede a Ferrero di spiegare a chi si deve tutto questo e invita La Stampa a fare un giro per la Toscana per vedere come stanno le cose.
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