La fama di portatori di pace i nostri militari se la sono conquistata nelle missioni a cui partecipano continuamente. Come nelle azioni militari, anche nel campo dell'arte, in particolare della tutela, il ruolo del nostro Paese è stato sempre lodato. Dopo la recente guerra contro Saddam Hussein, una delegazione italiana di storici e archeologi è partita, sotto la bandiera dell'Unesco, alla volta di Baghdad per raccogliere documentazione sui pezzi andati perduti, per catalogarli e per salvare quanto è rimasto. Alla luce delle numerose operazioni svolte a favore del patrimonio artistico e culturale, e delle attività promosse nel campo della scienza e dell'educazione da parte del nostro Paese, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi inaugurerà la trentaduesima Conferenza generale dell'Unesco, lunedì prossimo, a Parigi. "È un segno di considerazione e di apprezzamento del lavoro svolto nel campo della salvaguardia del patrimonio internazionale il fatto che per la prima volta, in 50 anni, sarà l'Italia ad aprire la conferenza generale", dice al Velino l'ambasciatore Francesco Caruso, rappresentante diplomatico italiano presso l'Unesco. "Abbiamo realizzato, dal punto di vista culturale, attività di salvaguardia in diverse parti del mondo: basti pensare al ponte di Mestar, o all'azione di recupero di opere d'arte al museo di Baghdad, dove il risultato finale è di tredicimila pezzi rubati. Credo che queste azioni siano premiate proprio con l'apertura dei lavori da parte di Ciampi", aggiunge Caruso. "La riconoscenza del patrimonio significa conoscenza e rispetto dell'altro, quindi tolleranza", spiega. "Insomma, se per esempio conoscessimo meglio l'Islam, saremmo meno beceri nel distinguere tra le varie branche dei musulmani, e viceversa loro con noi". Ciampi darà il via all'appuntamento assieme alla presidente delle Filippine Gloria Arroyo e alla presenza della fìrst lady americana Laura Bush che andrà a testimoniare il ritorno degli Stati Uniti a far parte dell'organizzazione da cui si erano allontanati nel 1985. "Il senso dell'operazione americana è riconquistare il consenso internazionale. C'è stato un forte impulso di Colin Powell affinchè gli Usa rientrassero", continua Caruso. Un rientro che per l'Unesco ha il seguente significato: "Innanzitutto si completa l'universalità, perché l'apporto nel campo scientifico e della ricerca senza gli Usa è dimezzato. Io personalmente ho molto ben accolto questo ingresso a nome dell'Unione Europea, perché gli Stati Uniti sono portatori di valori democratici", commenta Caruso. "Non ultima, c'è una ragione finanziaria per cui ne siamo lieti. Con gli americani, ci sarà un rilancio economico dell'organizzazione, quindi di tutte le attività". Già, e poiché finanziano il 22 per cento del bilancio, gli Usa sono l'azionista maggioritario e quasi sicuramente faranno parte del Consiglio esecutivo - l'organo di governo dell'Unesco composto da 58 paesi - che i 190 stati membri eleggeranno durante la conferenza, il 10 ottobre. Ma il nuovo ingresso ha anche un rovescio della medaglia: potrebbero verificarsi divergenze di opinione che riflettono posizioni paesi politicamente contrapposti agli Stati Uniti. "Divergenze ci saranno. Ma bisogna considerare che la discussione su alcuni temi si spostano su un foro non politico", afferma il rappresentante italiano. "Per esempio, a noi non interessa attaccare Sharon o Arafat, ma ragionare sull'opportunità di salvaguardare i luoghi santi. Insomma, affrontare il dibattito su canali diversi, che possono essere quelli dell'arte o della cultura". Come gli Stati Uniti, anche l'Italia (che già ne fa parte) si candida a essere eletta membra del Consiglio esecutivo per i prossimi quattro anni. I paesi membri dovranno anche designare un nuovo presidente che sarà alla guida dell'esecutivo per i prossimi due anni: dovrebbe essere il candidato tedesco Hans-Heinrich Wrede quello che prenderà il posto di Aziza Benani, rappresentante del Marocco.
Gli Usa tornano nell'Unesco con la benedizione di Ciampi
Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi inauguruerà la trentaduesima Conferenza generale dell'Unesco a Parigi, il 10 settembre. L'Italia ha ottenuto l'invito per la prima volta in 50 anni grazie alle sue attività di salvaguardia del patrimonio culturale. Il rappresentante diplomatico italiano presso l'Unesco, Francesco Caruso, afferma che le azioni culturali italiane sono state premiate con l'apertura della conferenza. Ciampi sarà accompagnato dalla presidente delle Filippine Gloria Arroyo e dalla prima lady americana Laura Bush, che ritornano a far parte dell'organizzazione dopo 15 anni.
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