Se non è una America in rosa poco ci manca, quella che il vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli sta incontrando in queste ore tra Washington e New York. La visita del leader della Margherita, accompagnato dal sottosegretario agli esteri Gianni Vernetti, si è aperta con l'incontro con una vecchia amica dei dielle, la democratica californiana Ellen Tauscher, che guida al congresso il gruppo centrista della New Democrat Coalition. «Ellen ha voluto ringraziarci per quanto l'Italia sta facendo in Libano, in Afghanistan e sul terreno della lotta contro il terrorismo», ha commentato al termine Rutelli, sottolineando il grande interesse che la leader clintoniana ha manifestato per il processo di costruzione del Partito democratico italiano. Appuntamenti istituzionali, poi, per il vicepremier che ha visto il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Stephen Hadley, e il segretario all'energia della amministrazione Bush, Samuel Bodman, con il quale ha parlato della sfida ambientale e del nuovo corso Usa sul riscaldamento globale. Ma il clou della giornata a Capital Hill è stato l'incontro con Hillary Clinton, impegnatissima nella campagna per le primarie. Una mezz'eretta di colloquio con la senatrice di New York, che per Rutelli è «l'espressione più vera» di quella Terza Via del nuovo millennio su cui devono lavorare i democratici da una parte all'altra dell'Atlantico; ambiente, immigrazione, diritti umani, contrasto del terrorismo internazionale. Quasi un endorsement alla fine da parte del leader della Margherita: «Non voto qui, ma come italiano e appassionato dell'America, vedo in Hillary il doppio sogno di un riformismo equilibrato e di chi può diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti». Il tempo di stringere la mano al segretario di stato Condoleezza Rice, incrociata nei corridoi della Casa Bianca, e la visita a Washington si è chiusa con un brain-stormìng assieme ad alcuni degli esponenti di spicco del mondo clintoniano, dal sondaggista Stan Creenberg (oggi impegnato nella campagna elettorale di Chris Dodd) al fondatore del Progressive Policy Institute, Will Marshall. Andare oltre le tradizionali famiglie politiche del XX secolo, scommettere su un'agenda internazionale pragmatica e visionaria a un tempo, cogliere l'opportunità di una globalizzazione dal volto umano (come recitano i fondamentali di quella Alliance of Democrats che i dielle condividono con i clintoniani) : sono questi i caratteri di una nuova "fisionomia politica", in cui, dall'ambiente alla lotta alla povertà, si riconoscono i democratici italiani e Usa. In altri termini, così come avviene sotto la grande tenda del Partito democratico americano, dove si incontrano sensibilità liberai e radicai con centri di iniziativa più moderati fino ad arrivare ai "blue dogs", proprio al confine coi repubblicani, saranno le issues, le grandi sfide di una contemporaneità che ci cambia sotto i piedi, più che le vecchie identità, ad articolare il campo del Pd di casa nostra. Atterrato a New York, il vicepremier che era accompagnato anche dai presidenti delle province di Firenze, Matteo Renzi, e di Caserta, Sandro De Franciscis - ha vestito il suo cappello da ministro dei beni culturali per presentare alla stampa il recupero da parte dei carabinieri della tutela del patrimonio cultuale di una serie di pregiati reperti archeologici, da un sarcofago in marmo ad alcune statuette etrusche in bronzo. Un altro colpo messo a segno da quello che l'Arte Journal definiva ironicamente qualche giorno fa, il "Grande rimpatriatore", con tanto di allarme-Rutelli segnalato ai musei a stelle e strisce. In serata, infine, inaugurazione ufficiale della mostra su Oriana Fallaci e la sua America, dove la delegazione italiana si è fermata ad ammirare l'elmetto della giornalista in Vietnam o il suo tesserino stampa per il lancio dell'Apollo 10 (e oggi si replica con una giornata di studi alla New York Public Library). E se anche questa fiorentina, controversa e appassionata, finisse nel pantheon della Terza Via en rose dei democratici italiani?
Il viaggio di Rutelli negli Stati Uniti. Democratici transatlantici
Il vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli sta visitando gli Stati Uniti, accompagnato dal sottosegretario agli esteri Gianni Vernetti. La visita si è aperta con un incontro con Ellen Tauscher, leader del gruppo centrista della New Democrat Coalition. Rutelli ha ringraziato l'Italia per il suo impegno in Libano, Afghanistan e nella lotta contro il terrorismo. Il vicepremier ha incontrato anche Stephen Hadley, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, e Samuel Bodman, segretario all'energia. Il clou della giornata è stato l'incontro con Hillary Clinton, impegnatissima nella campagna per le primarie. Rutelli ha espresso il suo sostegno a Clinton, che è l'espressione più vera della Terza Via del nuovo millennio.
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