Portici. La Reggia e i suoi misteri: Salvatore Sermino, fotografo napoletano, che ha dedicato la maggior parte delle sue ricerche all'interpretazione dell'architettura, dedica una mostra ad uno dei monumenti più imponenti di tutta la Campania, intitolata «La Reggia Borbonica di Portici: giardini e palazzi». Il Palazzo reale che Carlo III di Borbone, nel 1738, volle costruire a Portici, e che doveva nelle intenzioni del re competere per magnificenza di edifici e giardini con Versailles, oggi è di proprietà della Provincia e ospita la facoltà di Agraria della Federico II, in attesa di una delocalizzazione che dovrebbe riportarla all'antico splendore. E mentre Provincia e soprintendenza proseguono il lungo intervento di ristrutturazione, Sermino penetra all'interno del Palazzo Reale e tra i 2.500 scatti effettuati ne seleziona 50, che verranno esposti dalla metà di luglio nella sala degli scranni di Santa Maria la Nova, con il patrocinio della Provincia di Napoli: «Attraversare la piazza antistante l'ingresso della Reggia - racconta Sermino - mi ha dato l'impressione di varcare uno stargate, di viaggiare a ritroso nel tempo. Lavorando all'interno del Palazzo Reale mi sono reso conto di avere a che fare con qualcosa di chimico, di nascosto. La Reggia parte dal mare e arriva fino al Vesuvio attraverso il suo immenso, meraviglioso parco: ho percorso questo sentiero ideale facendomi guidare soprattutto dall'istinto». La Reggia di Portici è un sito assolutamente esoterico: segreto, nascosto, ma anche denso di simbologie misteriose intorno ai quali si è discusso a lungo e ancora si discute. I suoi interni, di grande fascino e magnificenza, sono trasfigurati dalla presenza della facoltà di Agraria, che nei decenni ha assunto il ruolo di custode della struttura, preservandola dall'abbandono ma anche condizionandone la funzione: «Alcuni punti della Reggia - aggiunge Sermino - sono impraticabili, impenetrabili. L'attenzione della Provincia e della Soprintendenza sulla valorizzazione del sito è indiscutibile, la facoltà verrà in gran parte trasferita altrove, la speranza è che presto tutti possano immergersi in questo luogo tranquillo, ovattato, isolato dal mondo e situato incredibilmente al centro del territorio più densamente popolato d'Europa». Il lavoro fotografico di Salvatore Sermino si interseca con la pubblicazione del volume sui musei delle Scienze agrarie. Qualcosa si muove intorno alla Reggia, dunque, ci sono i segnali di un rinascimento di questa meraviglia dell'architettura: «Ho avvertito la necessità di documentarmi - spiega Sermino - e mi sono reso conto della carenza di testi che raccontano di questo edificio e del suo parco. Mi è venuto in soccorso un testo della docente di Architettura Donatella Mazzoleni, che insieme al fratello Stefano, docente di Botanica, ha realizzato un volume ad uso scientifico che aiuta a conoscere l'inestimabile patrimonio custodito all'interno del Palazzo Reale di Portici. Spero di aver dato il mio contributo alla valorizzazione di questa splendida struttura». Interni ed esterni, saloni e giardini, piante rare e reperti storici: l'obiettivo di Sermino fissa in un attimo secoli di storia, ma non occorre scomodare Zenone per rendersi conto di come le immagini della Reggia, pur fissate in uno scatto di un millesimo di secondo, possano restituire un'emozione tutt'altro che immobile e statica. Consegnano all'osservatore, infatti, un senso di caducità, una vivacità sfuggente nel tempo più