La fontana dell'idrocronometro, il famoso "orologio ad acqua" di Villa Borghese, a pochi passi dalla Casina Valadier, da ieri è tornato a funzionare. Il meccanismo, semplice e perfetto, a mezzogiorno in punto ha ricominciato a mescolare l'acqua al tempo, restituendolo sotto forma di secondi, minuti e ore scandite dalle lunghe e metalliche lancette. Emozionatissimi i giovani studenti del Centro Elis che. sotto la supervisione della Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, hanno realizzato questo particolarissimo restauro, a metà tra la perfezione idrica e meccanica e la puntualità svizzera. Incastonato nella fontana realizzata appositamente dall'architetto comunale Giovacchino Ersoch, una sorta di scrigno che doveva proteggerlo e nello stesso tempo esaltarne i meccanismi, l'orologio ad acqua dal meccanismo autoregolante, realizzato nel 1873 dal sacerdote scienziato Giovanni Battista Embriaco, aveva funzionato soltanto una quarantina d'anni. Poi l'usura e la trascuratezza ne avevano decretato un prematuro blocco dell'uso. Ristrutturato per intervento del Centro Elis, una scuola professionale che avuto l'idea di chiedere in "adozione" il monumento al Comune e che ne curerà anche la manutenzione, è stato così restituito a Villa Borghese grazie ad un impegno privato che premia i cittadini senza appesantire i costi dell'amministrazione capitolina. «Risparmiare risorse, far fare a questi ragazzi un'esperienza professionale veramente eccezionale e, ovviamente, recuperare ; alla città e alla villa questo gioiello - ha detto -il ; sindaco Veltroni scoprendo l'orologio ad acqua - è un triplice obiettivo molto importante. Ora la rinascita di Villa Borghese è quasi completa. Con la realizzazione della linea grafica unitaria che fa da collegamento in tutta la villa e con il nuovo cinema tridimensionale destinato ai bambini che al più presto realizzeremo all'interno del Bioparco, avremo finalmente completati i lavori per riqualificare il più grande parco culturale d'Europa». «Le difficoltà tecniche per la ricostruzione delle parti mancanti sono state innumerevoli - ha spiegato il direttore del Centro Elis, Michele Crudele - non è stato facile ricostruire il meccanismo originale in assenza di progetti dettagliati: molti pezzi erano mancanti o distrutti. Ci volle quasi un anno soltanto per portare il "paziente" nel nostro laboratorio e scoprire che mancavano pezzi fondamentali, evidentemente saccheggiati per sfregio». I lavori di restauro cominciarono nel settembre del 2005. Da ieri l'orologio è tornata a funzionare per i romani e i turisti.