Di professione ristoratore, tombarolo per hobby e soprattutto per danaro. E con un facoltoso ingegnere come cliente, al quale vendeva capitelli e monete antiche recuperati attorno ai siti archeologici del litorale romano. Tutta roba servita per arredare la sua elegante villa alla Camilluccia. Lo ha scoperto la guardia di finanza, dopo un'indagine durata mesi. I ritrovamenti di valore sono stati consegnati alla Soprintendenza archeologica di Ostia Antica che, dopo una prima catalogazione, li consegnerà al museo della Civiltà romana. Si tratta di cento oggetti in tutto, tra anfore in argilla e in terracotta, capitelli, collane e bracciali in rame e bronzo, monete e maschere di marmo lavorato. «A occhio e croce la stima è di centomila euro», dicono gli investigatori della compagnia di Ostia. Gli accertamenti sono cominciati dopo la denuncia, a fine 2006, di due anziani tombaroli. Che pochi giorni dopo essere stati sorpresi in flagranza con oggetti d'arte nascosti nel bagagliaio, si sono subito rituffati nell'attività illecita. «E' un comportamento piuttosto frequente -osserva uno degli agenti tra coloro che cercano oggetti d'arte clandestinamente. Per molti il ritrovamento di un'anfora o di una moneta antica è un successo, a prescindere dal valore economico». Per questo non sono mai stati persi di vista dei finanzieri diretti dal capitano Augusto Dell'Aquila. I due sono stati spesso notati assieme al ristoratore, R. G., 50 anni, incensurato. Anche lui pedinato. L'altra notte il blitz presso un capannone lungo la via Prenestina, poco lontano dal locale che l'uomo gestisce assieme alla compagna. Nel magazzino i finanzieri hanno trovato parte del «tesoro» raccolto sottoterra giorno dopo giorno nelle campagne attorno ai siti archeologici di Ostia Antica, Isola Sacra e Fiumicino. Il resto era in via della Camilluccia, a casa M. N., 65 anni, l'ingegnere che aveva sistemato capitelli e' colonne nel suo giardino con porticato. Dopo l'irruzione dei finanzieri nella sua abitazione, il professionista ha cercato in qualche modo di giustificarsi: «E' tutta roba che mi ha regalato mio fratello». Ma non è stato creduto. E, come per il ristoratore, è scattata la denuncia per ricettazione.
Oste di giorno, tombarolo di notte: scoperto traffico di reperti romani
Un ristoratore di professione, 50 anni, è stato arrestato dalla guardia di finanza insieme a un ingegnere, 65 anni, per la ricettazione di oggetti d'arte antichi recuperati attorno ai siti archeologici del litorale romano. I due erano clienti del ristoratore, che vendeva loro capitelli e monete antiche. Gli investigatori hanno trovato un tesoro di oggetti di valore in un magazzino e in una casa dell'ingegnere. Tra gli oggetti trovati ci sono anfore in argilla e in terracotta, capitelli, collane e bracciali in rame e bronzo, monete e maschere di marmo lavorato. La stima dei ritrovamenti è di centomila euro.
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