MILANO È l'evento enologico più glamour dell'estate: oggi a Giuncarico di Gavorrano, a pochi chilometri dal mare di Punta Ala, si inaugura la cantina di Rocca di Frassinello progettata da Renzo Piano. Rocca di Frassinello è una joint venture (la prima italo-francese) tra Paolo Panerai (giornalista e proprietario di Castellare a Castellina in Chianti) e Eric Rothschild (il finanziere francese del mitico Château Lafite, uno dei miti del vino mondiale). La cantina disegnata da Piano è inserita nel paesaggio, con soluzioni d'avanguardia pensando alla tradizione. Per esempio si è scelto di usare solo la forza di gravità (e non le pompe meccaniche) per muovere il vino. L'idea di Piano è stata quella di non creare un monumento ma una «nobilissima fabbrica del vino». Racconta l'architetto: «È stato immediato capire che era la sommità della collina il posto giusto dove realizzare la struttura: prendere la collina, scavarci dentro la cantina, farci sopra una piattaforma che fosse più a meno come un altopiano dal quale si potesse vedere il paesaggio straordinario. È un edificio che più semplice non si può immaginare». L'opera, 7500 metri quadrati, ha pareti di cemento armato a vista, casseri di legno di betulla, un grande spazio per convegni, concerti ed eventi. E sotto il grande anfiteatro a gradoni, al centro della cantina, la barricaia, con oltre 2.500 barrique di rovere, che viene illuminata da un raggio di sole «catturato» da una torre soprastante il sagrato e riflesso da una serie di specchi. «Abbiamo scelto questo terroir dice Paolo Panerai perché ha lo stesso piede geologico del Chianti e di Montalcino, un terreno sassoso e ricco di scheletro, ideale per la vite. Qui fa più caldo, ma l'escursione termica (fondamentale per la qualità del vino) è maggiore. Siamo convinti di poter fare meglio che a Bolgheri». Rocca di Frassinello è solo l'ultima di una serie di cantine d'autore. La necessità è quella di usare la cantina non solo come luogo fisico per la produzione del vini, ma anche come show room e perché no come strumento di comunicazione. L'esplosivo fenomeno è stato innescato da «Cantine aperte»: migliaia e migliaia di turisti del vino vanno direttamente in cantina per acquistare i vini di qualità. E qui vogliono trovare un luogo non solo bello, gradevole e curato che sia lo specchio della qualità organolettica del vino, ma un sito dove provare un'emozione. In questo filone la cantina che di recente ha suscitato maggiore clamore è stata quella di Marques de Riscal in Spagna creata da Frank O. Gehry, vera e propria città del vino, che si distende sotto le avveniristiche vele in titanio. La Toscana, e la Maremma in particolare, è invece uno dei territori dove maggiore è la presenza delle cantine d'autore. A cominciare da Bolgheri, dove Angelo Gaja per la sua Camarcanda si è affidato a Giovanni Bo. Una cantina invisibile, quasi un ettaro di superficie interrata, per non incidere sull'ambiente. La più famosa è la cantina di Petra a Suvereto, dell'imprenditore Vittorio Moretti (che detiene anche Bellavista in Franciacorta), un'imponente struttura che ricorda una piramide assiro-babilonese. I marchesi Antinori hanno affidato all'emergente Marco Casamonti il progetto della cantina di San Casciano Val di Pesa, vicino a Firenze. E la prossima? Sempre di Casamonti, progettata per la Guido Berlucchi, che sorgerà a Borgonato in Franciacorta.