Tra i pezzi pregiati, un vaso gemello del Cratere di Eufronio Una trattativa cominciata su un divanetto dellambasciata italiana a Washington, dove Rutelli e Shelby White - miliardaria, e a capo di una delle più grandi fondazioni culturali americane, sospettata di aver esposto opere darte riciclate dallItalia - hanno avuto il primo contatto ravvicinato. Poi la trattativa è proseguita in un appartamento di New York, dove il braccio di ferro è stato affidato a due stretti collaboratori del ministro dei Beni culturali, Gianfranco Varvesi e Silvana Rizzo. Infine, il terzo atto al consolato italiano, dove Rutelli ha finalmente annunciato che laccordo è stato chiuso. La White restituisce allItalia il cratere di Eufronio, un preziosissimo vaso del VII secolo che aveva in casa propria, gemello del cratere esposto al Metropolitan Museum. Il vaso tornerà in Italia fra un paio danni ma subito invece la collezionista si è impegnata a restituire altri dieci pezzi importanti: ci sono anche affreschi provenienti da Pompei e Ercolano. Tutti pezzi avuti illegalmente secondo le autorità italiane, e proprio per evitare guai maggiori lanziana miliardaria ha deciso di scendere a patti. Il suo nome, ancora qualche giorno fa, è saltato fuori nel processo in corso a Roma per la vicenda del Getty Museum di Los Angeles, con il quale lItalia ha aperto un contenzioso per il possesso dellAtleta di Lisippo e la Venere di Morgantina. Proprio nellambito di queste indagini è emerso un secondo filone sul traffico delle opere sulla rotta Italia-Usa che porta dritto alla fondazione White. Citata dal pubblico ministero, la collezionista non si è presentata a Roma, «è in viaggio di affari in Russia», si sono giustificati i suoi legali. La White ha scelto in realtà di aprire una trattativa diretta con il ministero, e chiudere la vicenda con la restituzione delle opere darte. «Un accordo molto importante - ha detto il ministro Francesco Rutelli - anche perché la White è una collezionista privata e in questo senso non avrebbe obblighi nei confronti delle autorità italiane. Con la chiusura dellaccordo restituiamo al nostro paese degli importanti capolavori». (u. r.)