Prima di arrivare a Capestrano un cartello indica: area archeologica. Proprio in quella zona nel 1934 fu ritrovata una statua in pietra calcarea nota come il "Guerriero di Capestrano". A poche decine di metri dal luogo di quel ritrovamento, in località Capo d'Acqua nei pressi di Capestrano, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Chieti e sotto la direzione del dottor Vincenzo d'Ercole, la coop Vestea ha riportato alla luce cinquanta tombe, che hanno restituito una grande quantità di vasellame di bronzo. Una di esse risulta molto interessante per gli archeologi: una sepoltura del IV secolo a.C. di una bambina con un ricco corredo composto da balsamari, uno specchio in bronzo, uno spillone in osso con il manico inciso e una statuetta in terracotta detta "tanagrina". Ieri mattina a visitare lo scavo c'era anche Antonio D'Alfonso, il sindaco di Capestrano, Comune che insieme con la Regione ha finanziato lo scavo. R.V.
CAPESTRANO: nuove scoperte nell'area archeologica
Prima di arrivare a Capestrano un cartello indica: area archeologica. Proprio in quella zona nel 1934 fu ritrovata una statua in pietra calcarea nota come il "Guerriero di Capestrano". A poche decine di metri dal luogo di quel ritrovamento, in località Capo d'Acqua nei pressi di Capestrano, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Chieti e sotto la direzione del dottor Vincenzo d'Ercole, la coop Vestea ha riportato alla luce cinquanta tombe, che hanno restituito una grande quantità di vasellame di bronzo. Una di esse risulta molto interessante per gli archeologi: una sepoltura del IV secolo a.C. di una bambina con un ricco corredo composto da balsamari, uno specchio in bronzo, uno spillone in osso con il manico inciso e una statuetta in terracotta detta "tanagrina". Ieri mattina a visitare lo scavo c'era anche Antonio D'Alfonso, il sindaco di Capestrano, Comune che insieme con la Regione ha finanziato lo scavo. R.V.
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