Treviso Apre, infatti, da domani al pubblico, nel complesso di Santa Caterina, la raccolta archeologica che sarà presentata in modo fortemente innovativo, nel rispetto dei criteri scientifici. Non solo asettica esibizione di oggetti, dunque, ma volontà di proporre i reperti all'interno di contesti che ne facciano immediatamente capire la funzione, che rinviino al contesto in cui furono creati. Insomma un viaggio, assolutamente affascinante, dentro e lungo i 300 mila anni di presenza umana documentati nel territorio tra Prealpi, Piave e Sile, dai primordi rappresentati dalle selci ritrovate a Pagnano d'Asolo accanto a una carcassa di mammuth sino alla romanizzazione che portò Treviso, ma anche Asolo, Montebelluna, Oderzo e Altino, a diventare importanti centri abitativi e commerciali, passando per le età del bronzo, del ferro, e la civiltà degli antichi Veneti. A rendere ancora più interessante la nuova sezione è il fatto che saranno presentati i più importanti ritrovamenti recenti, frutto delle campagne di scavo o di rinvenimenti nel corso di lavori urbani eseguiti in questi anni nel cuore di Treviso. Emozioneranno sicuramente le testimonianze della vita vissuta a Treviso intorno all'anno mille avanti Cristo, quali il focolare rettangolare ancora annerito dal fuoco, dove si lavoravano vasi e ceramiche, o i grandi bracieri rinvenuti sul pavimento di due diverse abitazioni. Nel nuovo museo troveranno adeguata collocazione anche i reperti più celebri della collezione civica iniziata dall'abate Luigi Bailo nel 1879, come i ritrovamenti di Montebelluna dove, all'epoca, stava venendo alla luce una necropoli dell'età del ferro. Tra i reperti simbolo le spade di bronzo rinvenute nelle cave aperto a fine Ottocento lungo il fiume Sile e il Piave. Tramandano una consuetudine: quella di deporre le armi, come offerta votiva, lungo le sponde dei corsi d'acqua. Orario, dal martedì alla domenica 9-12.30, 14.30-18. Info: 0422.544864.