Il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, dopo aver ricevuto rassicurazioni sulla stabilità e messa in sicurezza del «Satiro danzante» ha deciso di riaprire oggi al pubblico la mostra «Ars Siciliae», chiusa lo scorso martedì e allestita nella Sala Duca di Montalto di Palazzo dei Normanni. Due le ulteriori misure precauzionali previste: l'ampliamento dell'area di rispetto, ed il contingentamento dei visitatori ad un numero massimo di 15 persone alla volta. Lo ha deciso un comitato di esperti composto da Roberto Ciabattoni dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma, da Giuseppe Gini, soprintendente di Trapani, da Adele Mormino, soprintendente di Palermo, dall'architetto Matteo Scognamiglio e da Caterina Greco e Francesca Spatafora, dopo un'accurata verifica dell'assemblaggio del sistema meccanico, ovvero della struttura espositiva composta da cinque pezzi, che ha confermato la completa tenuta della struttura portante. «Premesso che il sistema espositivo del Satiro è elastico, per avere la possibilità di adeguarsi ad eventuali movimenti sismici - spiegano gli esperti - le vibrazioni sono state amplificate dalla struttura del solaio, anch'esso elastico per la stessa ragione. Le ulteriori misure precauzionali concordate rassicurano sulla più ampia sicurezza del prezioso reperto». Soddisfatto l'assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica Istruzione, Lino Leanza: «Eseguite tutte le procedure di monitoraggio - ha commentato quest'ultimo - le assicurazioni dai tecnici non lasciano dubbi sulle attuali condizioni di sicurezza del Satiro danzante. Quindi, pur se dispiaciuti per l'inconveniente che ha provocato la chiusura per due giorni della mostra "Ars Siciliae", per tutelare la statua di bronzo, siamo felici di riaprire la wunderkammer siciliana e permettere ai visitatori di ammirare i capolavori siciliani per la prima volta riuniti insieme. Domani ci attende un altro importante appuntamento: l'arrivo a Taormina, a Palazzo Corvaja, dell'Annunziata di Antonello da Messina. Un altro momento importante per il patrimonio culturale siciliano, vero attrattore turistico della nostra terra».