--------------------------------------------------------------- Erano apparsi tanto avari e deludenti sulla questione ambientale i discorsi di Piero Fassino e ancor più di Francesco Rutelli ai congressi di scioglimento dei rispettivi partiti, quanto è stato generoso e soddisfacente quello di Walter Veltroni allesordio del Partito democratico a Torino. Nella sua lunga relazione ai Democratici di sinistra, pubblicata integralmente sullUnità del 20 aprile, Fassino aveva dedicato appena una dozzina di righe al mutamento climatico e alle fonti energetiche. E Rutelli, sfogliando i petali fin troppo variopinti della Margherita, aveva perso il filo e anche la memoria della sua passata militanza ambientalista. Veltroni invece non solo ha messo la questione al primo posto del suo "manifesto", davanti al patto fra le generazioni, alla formazione e alla sicurezza, indicandola esplicitamente come la priorità numero uno. Ma soprattutto ha attribuito al suo neo-ambientalismo la funzione di diventare "politica generale, informatrice di ogni scelta". Non un optional, un accessorio o un orpello, insomma, bensì il cardine di un programma economico e sociale per costruire la "nuova Italia". Già, ma quale ambientalismo? Quello radicale, estremista, massimalista, fondato su un pregiudizio ideologico, di matrice sostanzialmente anticapitalistica, oppure quello che qui abbiamo già chiamato più volte un "ambientalismo sostenibile", cioè compatibile con la crescita e con lo sviluppo? Su questo punto fondamentale, Veltroni è stato molto chiaro respingendo lambientalismo del "No a tutto", allalta velocità ferroviaria come allo smaltimento moderno dei rifiuti, per invocare piuttosto un ambientalismo del Sì, vale a dire propositivo e costruttivo. È un impegno solenne e vincolante per il candidato favorito alla guida del nuovo Partito democratico. La stessa scenografia del suo discorso, nellex fabbrica del Lingotto, sembrava realizzata in funzione di questa scelta: campagne verdi e alberate, centri storici delle città, palazzi, monumenti e chiese del Belpaese. Un patrimonio naturale e artistico che lui stesso aveva valorizzato da ministro dei Beni culturali. Il neo-ambientalismo di Veltroni rappresenta, dunque, un "passo avanti" rispetto alle posizioni "vetero-sviluppiste" di alcuni settori del centrosinistra, come ha riconosciuto lo stesso ministro Alfonso Pecoraro Scanio. Su una tale base, si può ragionevolmente prevedere (e magari auspicare) che il dialogo e il confronto con i Verdi si svilupperanno da posizioni meno antagoniste, nellottica di unalleanza più ampia. Proprio in questo senso, il discorso di Torino è stato accolto e apprezzato più come uninvestitura da futuro premier che da leader del Partito democratico. «Lambientalismo ha detto Veltroni al Lingotto, sapendo bene di sfidare il gioco di parole è lunico campo in cui lobiettivo più radicale è conservare: conservare un equilibrio naturale». E sullo stesso filo logico, ha aggiunto: «Ma è anche lunico campo in cui lunico modo per conservare è innovare», citando espressamente tra gli esempi lenergia solare e lidrogeno. È quindi una "nuova frontiera" verde quella che il sindaco di Roma indica non solo al Partito democratico ma a tutto il Paese, in sintonia del resto con lo schieramento progressista internazionale e anche con i democratici americani. Può essere interpretato come un buon auspicio il fatto che il governo in carica, allindomani del debutto di Veltroni, abbia predisposto una legge finanziaria imperniata sulla sostenibilità ambientale e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, per ridurre la nostra dipendenza energetica dallestero. Secondo le priorità indicate dallUnione europea, si ribadisce e si rafforza limpegno a rispettare il Protocollo di Kyoto, ricordando fra laltro un dato economico che riguarda direttamente le imprese e lintero settore produttivo: se entro il 2012 lItalia non raggiungesse il taglio del 6,5 previsto sulle emissioni di anidride carbonica, ciascuna tonnellata di CO2 verrebbe sanzionata con una multa di 100 euro e lonere per le risorse pubbliche potrebbe arrivare a quattro miliardi di euro allanno. Di fronte ai cambiamenti climatici che sperimentiamo ormai sulla nostra pelle, ai giorni nostri lambientalismo non è più neppure una scelta, ma una necessità vitale. Forse, senza un certo estremismo dei Verdi, non ne avremmo preso coscienza per tempo. Ma ora, come avverte Veltroni, bisogna passare dalla politica dei No a quella dei Sì, per difendere laria, lacqua e la Terra: cioè la stessa sopravvivenza del genere umano.
ROMA - Veltroni e lambiente
Il discorso di Walter Veltroni al congresso del Partito democratico a Torino è stato accolto con favore per aver messo la questione ambientale al primo posto del suo "manifesto". Veltroni ha attribuito al suo neo-ambientalismo la funzione di diventare "politica generale, informatrice di ogni scelta" e ha respinto l'ambientalismo del "No a tutto", invocando invece un ambientalismo del "Sì", propositivo e costruttivo. Il neo-ambientalismo di Veltroni rappresenta un "passo avanti" rispetto alle posizioni "vetero-sviluppiste" di alcuni settori del centrosinistra.
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