L'arte fa scalo all'aeroporto. Esposta da ieri nella saletta-galleria un'opera confinata per anni in un deposito del Palazzo Reale di Milano. Show di Sgarbi: dopo la «Femme nue» arriverà Modigliani MALPENSA (Varese) La scena è la seguente: da un lato Vittorio Sgarbi attraversa di gran furia l'area partenze di Malpensa trascinando dietro di sé passeggere e passeggeri (la prime, in particolare) con la promessa di vedere un capolavoro d'arte. Dall'altro c'è una saletta dove da ieri mattina fa mostra di sé la «Femme nue», tela di Picasso da anni confinata in un deposito del Palazzo Reale di Milano. Forse la cultura ha bisogno di giornate come questa: uscire dall'ufficialità dei musei, andare dove c'è la gente, convincere di riffa o di raffa i distratti che tutti diventiamo più belli e più buoni dopo aver goduto di un capolavoro del genio umano. E così da ieri mattina il Terminal 1 di Malpensa non è più solo un pezzo di aeroporto e la «Femme nue» è uscita dal dimenticatoio: fino al 5 agosto prossimo il quadro rimarrà esposto accanto all'area della biglietteria dello scalo varesino. E l'exploit non è destinato a rimanere isolato. «Malpensa deve diventare la vetrina di quel che Milano può offrire in fatto di arte. Noi siamo disposti a concedere le tele dei nostri musei, meglio se di autori contemporanei. Potremmo cominciare con un Modigliani...»: parole pronunciate ieri mattina dall'assessore alla cultura di Milano Vittorio Sgarbi. Chi lo ascolta non si aspetta di meglio, a cominciare dalla Sea, la società che gestisce Malpensa. «Con oggi cominciamo un viaggio nel mondo dell'arte aveva detto poco prima Giuseppe Bonomi, presidente di Sea il nostro è un progetto divulgativo, senza barriere e multiculturale. Proprio come lo sono gli aeroporti». La «Femme nue» è una tela dipinta da Picasso nel 1907 ed è considerata preparatoria alle Demoiselles d'Avignon, uno dei quadri più conosciuti dell'artista spagnolo. La tela portata a Malpensa non vedeva la luce dalla fine degli anni '90, quando venne brevemente esposta al pubblico. Da quel giorno si trova sotto chiave assieme a centinaia di altre opere che prima o poi costituiranno il museo di arte contemporanea di Milano. Nel frattempo Malpensa offre un piccolo rimedio a questo grande scandalo italiano. «Fino a pochi anni fa, ma in parte anche oggi ha sottolineato Lucia Matino, curatrice delle Civiche raccolte di Milano un'idea del genere sarebbe suonata come una bestemmia. Così come il fatto che i giapponesi esponessero quadri nei supermarket o che le mostre potessero avere degli sponsor». E i privati sono pronti a scommettere sull'arte a Malpensa: «Abbiamo già un accordo con la Farnesina precisa Margherita Sigillò, ad di C-zone, la società che ha organizzato l'evento picassiano per portare qui una ventina di tele che oggi si trovano nelle stanze della Farnesina, tutte di maestri italiani del '900 come Balla, Boccioni, Vedova». Lo show di Sgarbi, nel frattempo, non si arresta: il critico mette piede nella stanza allestita per la «Femme nue» e sentenzia: «L'ambiente è bellissimo, ma le luci fanno schifo, vanno cambiate» e sì attacca al telefono con questo e quello. Tempo cinque minuti e arrivano due addetti con una scala. Faretti riorientati in un amen e via libera al pubblico. Che partirà per mezzo mondo con Picasso negli occhi.