In pochi sanno che il primo parco-museo nato in Italia è lombardo. Fu creato nel 1957 a Castellanza, in provincia di Varese, da Enzo Pagani, artista e gallerista milanese. Disseminate nel verde, sotto le fronde ombrose, si trovano 650 opere delle avanguardie storielle del '900. Qualche nome? Man Ray, Sonia Delaunay, Fernand Léger, Gio Pomodoro. Parte da Milano, capitale italiana dell'arte contemporanea, il viaggio nei musei all'aperto. Lo ha tracciato Matilde Marzotto Caotorta, trentenne storica dell'arte milanese, autrice di «Arte Open Air» (22 Publishing ed.), una guida ai parchi d'arte contemporanea che sarà presentata alle 18.30 alla Mondatori di piazza Duomo. «L'idea mi venne lavorando con Mauro Staccioli, scultore attento al rapporto tra opera e paesaggio, ma soprattutto la guida nasce dalla consapevolezza di un vuoto da colmare. I musei all'aperto, una sessantina in Italia, sono spesso luoghi sconosciuti, lasciati alla cura dei mecenati che li hanno creati», spiega la storica dell'arte. È il caso del poeta Carlo Invernizzi che con il figlio gallerista ha realizzato il Museo all'aperto nel più piccolo comune d'Italia: Morterone, una manciata di case sopra Lecco. Il pezzo forte è l'Architettura cacogoniometrica, 9 colonne di granito variamente inclinate di Gianni Colombo, artista milanese del gruppo dell'arte programmata. «Se nei musei è vietato toccare, qui la magia sta nella partecipazione attiva. Camminare tra le opere storte con vista sul monte Resegone da un senso di spaesamento e crea emozione», nota Matilde Marzotto. Restando sulla Milano-Lecco, a Briosco, in Brianza, si trova il museo Rossini voluto dall'imprenditore e collezionista Alberto Rossini in memoria del figlio Pietro. Poiché non basta un gruppo di opere en plein air a fare un parco-museo, l'imprenditore ha affidato il progetto all'architetto americano James Wines che fa dialogare con il paesaggio le scansioni musicali di Fausto Melotti, la porta in pietra di Pietro Consagra, le vele di Giulio Turcato. L'alternativa, per una gita, è il Parco delle sculture di Franciacorta con «La bagnante» di Giuseppe Bergomi che osserva la collina dei vitigni. Si trova a Erbusco, nel Bresciano dove c'è anche il ristorante Albereta di Gualtiero Marchesi, volendo si soddisfa anche la gola. E a Milano si trovano qui. Due i musei all'aperto da non perdere in città. Il giardino Triennale È stato riaperto al pubblico nel 2005, con 10 sculture di designer internazionali che dialogano con i Bagni misteriosi di De Chirico Museo Paolo Pini È popolato da 140 opere di artisti, da Mauri a Kaufmann, oltre a lavori dei pazienti dell'ex ospedale psichiatrico
Tra gli alberi spuntano capolavori. Sei mete lombarde nella prima guida ai parchi d'arte contemporanea
In Italia, il primo parco-museo nato è stato creato a Castellanza, in provincia di Varese, nel 1957. È stato fondato da Enzo Pagani, artista e gallerista milanese, che ha distribuito 650 opere delle avanguardie del '900 nel verde. Tra le opere presenti ci sono quelle di Man Ray, Sonia Delaunay, Fernand Léger e Gio Pomodoro. Matilde Marzotto Caotorta, storica dell'arte milanese, ha tracciato il viaggio nei musei all'aperto in Italia, scoprendo una sessantina di luoghi che spesso sono sconosciuti e lasciati alla cura dei mecenati.
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