San Fermo Il dicastero del vicepremier dà ragione al consigliere Ferrari che era sceso a Roma per chiedere lo stop dei lavori Rutelli e il Sant'Anna: «Manca un permesso» «Prima si verifica l'impatto ambientale, dopo si proseguono i lavori per regolarizzare fiumi e torrenti». Questo dice, fuori dal linguaggio burocratico, il fax del ministero per i beni e le attività culturali guidato dal vice premier Francesco Rutelli. Sul cantiere del nuovo ospedale Sant'Anna bis, in fase di costruzione nella piana di Ravona-Tre Camini-Lazzago, cade un foglio di carta pesante come un mattone che recita: «Ai sensi della normativa vigente le opere di regolarizzazione del corso dei fiumi e dei torrenti sono da sottoporre alla Valutazione d'impatto ambientale regionale (Via)». Tutto nasce da un esposto presentato poco meno di un anno fa dal gruppo consiliare di «Nuova San Fermo» capitanato dall'ex sottosegretario di Stato, Marte Ferrari, che era persino sceso di persona a Roma per chiedere lo stop dei lavori dopo la posa della prima pietra. Ferrari aveva anche chiesto studi di impatto ambientale (Via e Vas) sulla vasta area della Val Grande che dallo scorso novembre ospita il cantiere di «Infrastrutture Lombarde» (un'area di 115mila metri quadrati). L'appello dell'opposizione di San Fermo venne recapitato a mano al ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e a Livia Turco che guida invece il ministero della salute e della sanità. Alle perplessità sollevate dall'onorevole ed ex vice sindaco di Como, Ferrari, ha invece risposto, a sorpresa, il ministero guidato del vice premier di Romano Prodi. «Si trasmette, per le verifiche e gli eventuali provvedimenti di competenza, la richiesta dell'onorevole Ferrari pervenuta alla direzione generale per tramite del gabinetto del ministro - si legge nella comunicazione ufficiale firmata dal funzionario Anna Di Bene e inoltrata alla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per la provincia di Como e a quella della Lombardia, entrambe con sede a Milano -. Si invita a fornire a questa direzione ogni notizia o iniziativa presa a riguardo. Si comunica che, ai sensi della normativa vigente, le opere di regolarizzazione del corso dei fiumi e dei torrenti sono da sottoporre a valutazione d'impatto ambientale regionale». Nel mirino la modifica dei percorsi, praticamente già ultimati, dei torrenti Seveso e Valgrande per far spazio al complesso ospedaliero. Il provvedimento di Rutelli ha scompigliato le carte e soprattutto i pareri. Per la modifica dei fiumi e del torrente è dunque stata ritenuta obbligatoria la predisposizione di una valutazione d'impatto ambientale in capo alla Regione. Tesi opposta a quella che ha sempre contrapposto il Pirellone soprattutto all'opposizione di San Fermo. Che pare dunque aver avuto ragione.