Ceggia (M.Mar.) Oggi, a Mestre, nella sede di Veneto Strade è convocata la Conferenza di servizi fra gli enti interessati per decidere la costruzione della bretella nell'ipotesi di tracciato "largo" (rispetto al bosco di Olmè) e sono tornate polemiche e prese di posizione. Dopo Italia Nostra (contraria al passante largo) anche i Verdi di Ceggia, sfornano un documento allineandosi sulle medesime posizioni, viceversa "Il Comitato per la bretella" forte del sostegno di 2.500 firme a cui interessa principalmente la salute dei cittadini, protesta: "Non ne possiamo più di ritardi e 'finte soluzioni': ai cittadini non interessa quale tracciato venga realizzato e dove debba sbucare, purchè venga realizzato subito". Interessante notare come sia Verdi che il Comitato per le bretella in entrambi i loro documenti facciano riferimento ai medesimi dati allarmanti delle analisi Arpav e della Provincia, rispettivamente sull'inquinamento e i flussi di traffico di attraversamento di Ceggia. "Il sonno della ragione - titolano i Verdi - genera mostri: come per 'risolvere' un problema si possa pensare di operare uno scempio ambientale perenne ed irreversibile. La campagna di rilevamento dell'inquinamento atmosferico dell'Arpav ha confermato che l'aria è pesantemente inquinata da sostanze che pregiudicano la salute dei cittadini. Lo studio della Provincia ha evidenziato l'effettiva rilevanza del traffico di attraversamento del Paese. Rispetto a questi dati reali ed inconfutabili sono mancate risposte immediate e soluzioni idonee e responsabili degli enti preposti. Il Comune di Ceggia si è particolarmente distinto evitando di porre in atto, ancorché sollecitato, ogni minimo intervento per la messa in sicurezza e la riduzione del traffico in via IV Novembre e via Marconi. Il massimo dello sforzo prodotto è il continuo spostamento di tracciati della bretella. La loro miopia è tale per cui perseverano nel loro intento, incuranti che il bosco Olmè è un Sic ed una Zps e che tutta la campagna circostante è sottoposta ad un progetto di riqualificazione rurale finanziato dalla Comunità Europea. Il nuovo tracciato partorito dalla loro lungimiranza è qualche centinaio di metri più ad Ovest di quello già bocciato dal Ministero dell'Ambiente e dalla Soprintendenza ". "E' inconcepibile - concludono i Verdi - che ogni singolo Comune della nostra zona (San Stino, Torre di Mosto, Ceggia, San Donà, Noventa di Piave) abbia la necessità di una propria bretella e non senta l'esigenza di elaborare e valutare unitariamente un piano della mobilità e del traffico a livello territoriale. Il Comune di Ceggia esca dai propri angusti uffici e si faccia promotore di uno studio di Valutazione Ambientale Strategica che coinvolga i comuni limitrofi".