La mamma del peggio è sempre incinta», diceva Federico Zeri. Il meraviglioso paesaggio della Toscana, da anni saccheggiato da un'impressionante serie di lottizzazioni edilizie la Regione deve già fronteggiare ben 108 comitati di cittadini in difesa di un patrimonio unico al mondo, che si riuniranno il 30 giugno a Firenze, ospiti i comitati veneti di Zanzotto e Meneghello con i quali sono «gemellati» - stava per subire un nuovo sfregio: il 26 aprile scorso gli amministratori hanno avuto la bella idea di concedere in tre aree del Chianti e della Val d'Orcia permessi di trivellazione alla Heritage Petroleum plc, società con sede a Monaco specializzata nella ricerca e nell'estrazione di metano. Marcia indietro Stavolta, però, gli amministratori se le sono suonate e cantate da soli: forse in seguito alle recentissime proteste in Val di Noto, sostenute dallo scrittore Andrea Camilleri, in queste ore hanno fatto marcia indietro. L'assessore all'ambiente Marino Artusa ha detto che proporrà una delibera di Giunta per bloccare i permessi, il presidente Claudio Martini si è stupito per l'allarme «del tutto sproporzionato», ma è stato categorico: «Non daremo mai il via ad autorizzazioni che feriscano i nostri territori e tradiscano le nostre vocazioni. Abbiamo solo dato l'intesa al ministero delle Attività Produttive per avviare ricerche preliminari». Pentimento quanto mai opportuno: il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, che non ne sapeva nulla, ha chiesto verifiche, il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio ha attivato la Direzione generale del ministero per «evitare scempi ambientali». «Il semplice buon senso ha detto - impone che vengano ritirate autorizzazioni a trivellare aree come il Chianti». Molto critico anche il commento di del presidente di Legambiente Roberto Della Seta: «Incredibile la decisione di autorizzare le trivellazioni. E' davvero assurdo, non avremmo mai creduto che la regione Toscana sarebbe arrivata a prendere una decisione del genere. E se non fosse stata pubblicata sul bollettino ufficiale, stenteremmo a crederci». L'unico tesoro Protesta anche il sottosegretario alle Politiche Agricole, Stefano Boco: «E' una follia ricercare l'oro nero sotto terra, quando l'unico grande tesoro sono il lavoro degli uomini, la bellezza paesaggistica, i valori naturali» . Le aree minacciate 1553 chilometri quadrati, in parte patrimonio dell'umanità Unesco - dicono quanto l'allarme fosse «sproporzionato»: toccano San Gimignano, la Valle del Chianti, Monticchiello e la provincia di Siena, già pesantemente sotto scacco edilizio: nell'area del Comune, dice il Comitato locale per la difesa del territorio, è tutto un fervore di gru, betoniere e sbancamenti, sulla via Cassia ad esempio, all'ex ospedale Scalvo, in zona Cappuccini, a San Prospero e nel quartiere di San Miniato. La prima delle trivellazioni riguardava 564 km quadrati in località come Roccalbenga, Castel del Piano, Roccastrada e Montalcino. La seconda copriva 478 km quadrati nel Senese e in zone famose del Chianti come San Gimignano, Asciano, Murlo, Castellina in Chianti e Colle Val d'Elsa. Il terzo si estendeva per 511 km quadrati e comprendeva tra gli altri Volterra, Montecatini, Val di Cecina, Casole d'Elsa e Radicondoli. Proprio a Casole d'Elsa, un mese fa, è intervenuta la procura di Siena per bloccare la lottizzazione di San Severo, della quale si era occupato qualche settimana prima «La Stampa». Un esame di coscienza Alberto Asor Rosa, capofila dei comitati toscani, parla di «autocritica» ed «esame di coscienza» da parte degli amministratori regionali: «La Toscana dice - è un bene prezioso, universale. In quanto bene, oggi è innegabilmente oggetto di una bramosa campagna di conquista. E' la legge del mercato; un bene, quanto più è prezioso, tanto meglio si vende. E la speculazione è risalita impetuosamente dalle coste verso la collina e gli Appennini». Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato e i carabinieri hanno sequestrato un complesso di case, a Le Vigne, nel Comune di Casole D'Elsa (nei pressi di Siena). L'ha reso noto il Wwf, sottolineando che si tratta di un sequestro che avviene a poco più di un mese da un'analoga azione, sempre nel territorio di Casole D'Elsa. Anche in questo caso è stata sequestrata, in un'area di particolare interesse paesaggistico, un'intera lottizzazione: è un maxi-cantiere che con la ristrutturazione di un casolare ha creato diversi appartamenti con annessa anche una piscina condominiale.