Cercansi idee per inventare un futuro al Forte di Fenestrelle e scongiurare il rischio che questo capolavoro di architettura militare, analogamente ad altri «pezzi da novanta» del nostro patrimonio storico, resti prigioniero del suo passato: la prospettiva peggiore per quanti negli ultimi anni hanno scommesso sulla sua rinascita. Un ruolo importante spetta alla Provincia, che sotto la giunta Bresso (1999) aveva «adottato» la straordinaria fortezza articolata su più livelli - tuttora di proprietà del Demanio statale e solo dal 2002 concessa in uso all'«Associazione San Carlo onlus» - mantenendo sotto la presidenza di Antonio Saitta l'impegno a valorizzarla. Non è un caso se oggi due assessori della giunta provinciale - Franco Campia (Infrastrutture) e Giorgio Giani (Pianificazione) faranno parte dell'insolita delegazione che si rifarà gli occhi (e le gambe) lungo i percorsi del Forte. Saranno presenti, tra gli altri, l'australiano Louise Cox e lo slovacco Martin Drahovsky, primo e secondo vicepresidente dell'Unione Internazionale degli Architetti, Riccardo Bedrone, presidente del prossimo Congresso Mondiale e a capo dell'Ordine degli architetti di Torino e provincia, Laura Rizzi, Mario Carducci e Gennaro Napoli (rispettivamente direttori e consiglieri dell'Ordine). L'obiettivo è ambizioso: definire un concorso internazionale di idee sulla destinazione della fortezza aperto agli architetti che nel 2008 raggiungeranno Torino per partecipare al Congresso Mondiale (29 giugno-3 luglio). La sfida è su più livelli, in linea con la configurazione della «grande muraglia» in salsa subalpina: nel senso che interessa tanto la parte già restaurata e accessibile al pubblico, 50 mila visitatori l'anno, quanto i camminamenti e i forti a quota più elevata. Ma anche due aree dal riconosciuto valore paesaggistico come Pra Catinat e il Parco Orsiera-Rocciavrè (dove cade la «testa» più avanzata dei bastioni). Il senso è quello di un insieme unico nel suo genere, un mix di storia, architettura e natura che - analogamente ad altri capolavori del passato - sconta l'impossibilità di mantenersi con il ricavato dei biglietti. Vale per la Reggia di Venaria. Vale a maggior ragione per una struttura geograficamente isolata e dal curriculum travagliato: avviata nel 1728; abbandonata nel 1947; recuperata dal 1990. Nel 2006, con l'inaugurazione della Porta Reale, si è chiuso l'ennesimo capitolo di un restauro che - soltanto nell'ultima fase - si è tradotto in un assegno di 4 milioni e mezzo di euro. Tanto prevedeva l'accordo di programma siglato fra Ministero ai Beni Culturali, Regione, Provincia e Compagnia di Sanpaolo. «Anche i 6 milioni che la Regione e la Provincia investiranno per realizzare l'impianto di risalita a collegamento di Fenestrelle, del Forte e di Pra Catinat - spiega Campia - rientrano nel piano di valorizzazione della fortezza, inserita su nostra proposta fra le 100 realtà da salvare segnalate dal "World Monument Fund"» (in compagnia di «mostri sacri» come la celeberrima «Route 66» che collega Chicago a santa Monica). Da qui l'idea di approfittare del Congresso Mondiale, invitando professionisti di tutte le nazionalità ad applicare il loro talento su questa specie di rompicapo architettonico (il che dovrebbe rappresentare un incentivo alla concessione di ulteriori fondi da parte del Ministero). Se è il caso, sperimentando in alcuni punti commistioni fra vecchie e nuove soluzioni architettoniche. Nello stesso dossier la Provincia intende candidare il Forte tra i monumenti tutelati dall'Unesco: un altro riconoscimento nel medagliere di un gioiello ritrovato.
Il Forte di Fenestrelle sfida gli architetti
La Provincia di Torino ha deciso di lanciare un concorso internazionale per definire un futuro per il Forte di Fenestrelle, un capolavoro di architettura militare. L'obiettivo è valorizzare la fortezza, che è stata restaurata e aperta al pubblico, ma che rischia di rimanere prigioniera del suo passato. La Provincia ha già adottato una strategia di valorizzazione, ma è necessario un nuovo impulso per garantire il futuro della struttura. Il concorso sarà aperto agli architetti che parteciperanno al Congresso Mondiale di architettura, che si terrà a Torino nel 2008.
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