Il piacere di vivere nella storia, di assaporare il passato tra arredi e atmosfere hi-tech. Il piacere di antiche dimore proiettate nel futuro che ricordano gesta cavalleresche e incontri passionali. Vivere in un castello non è più un sogno. Basta una cospicua somma da investire, una squadra di operai competenti, la voglia di restaurare per anni. E se in Gran Bretagna i manieri si comprano selezionando con cura l'inserto «Houses of the week» del «Sunday Times», in Italia la ricerca va avanti attraverso un tumultuoso tamtam tra privati. Si investe, si ristruttura, si vive un incantesimo moderno. Per provare basta dare uno sguardo alla cartina geografica e vedere quale il più vicino: proprio domani e domenica sono in programma le Giornate Nazionali dei Castelli (www.castit.it) che aprono le porte a 40 fortezze solitamente blindate. Convegni, concerti, visite guidate, premi alle ristrutturazioni migliori. Restaurare passaggi segreti, ponti levatoi, terrazze dai bordi merlati è diventata una mania globale, anche se riservata a persone molto abbien-ti. «Le Point» illustra le «Villas de rêve» da cercare in Toscana, «The Indipendent» pubblica una guida dettagliata, «The complete guide to british castels». Il «Los Angeles Times» racconta la storia di una certa Ruth Cooper riuscita ad ottenereil privilegio di acquistare in Scozia «The Mains Castel». «Organizzo una sequenza di eventi in ogni stagione che ammortizzano i costi iniziali - osserva Cooper sul quotidiano - e poi vivere qui è davvero fantastico». Fortezze che fuori mantengono l'aspetto di ieri e internamente diventano sempre più confortevoli. Chateauxrelais dedicati al benessere, hotel a cinque stelle, passerelle per sfilate, mostre, musei aperti al pubblico con le cantine dal vino selezionato. Fuori lo spirito del tempo, dentro tecnologie bioclimaticne, sensori per evitare gli sprechi, riciclo costante di acqua e rifiuti, il meglio dell'arte contemporanea internazionale. Lussuosi castelli ecologici in sintonia con il mondo incantato del passato. «La corsa al restauro è cominciata anche da noi - sostiene l'architetto Flavio Conti, presidente dell'Istituto Castelli- una tendenza che ottimizza l'uso di questi edifici troppo spesso abbandonati e fatiscenti». L'agricoltore Pierluigi Pettorelli sta finendo di sistemare con la moglie il torrione quattrocentesco del Castello di Paderna vicino Piacenza che risale all'anno 817: «Per restaurare una fortezza bisogna essere contemporaneamente falegnami, fabbri, pittori. Servono una base economica solida, molta pazienza e soprattutto l'obiettivo di salvaguardare l'ambiente. Ma non bisogna avere limiti di tempo. Durante i lavori si possono organizzare iniziative per il pubblico come la nostra mostra di piante, verdure e frutti rari che si stanno estinguendo. Nei giardini gli appassionati troveranno le antiche mele, la renetta grigia piemontese di Toriana, la Rosa altoatesina di Caldara». Cibi e abiti storici. Guido Spaini, castellano a Belgioioso accanto a Pavia mette in mostra i fantastici vestiti vintage indossati da Soraya. Modelli approdati da un'asta a Montecarlo per la prima volta in Italia. Mentre l'imprenditore Massimo Colomban ha riadattato il castello Cison di Valmarino a 10 chilometri da Vittorio Veneto costruito nel 46 d.C.. Duemila anni di storia, 20 mila metri quadrati, 260 stanze, 400 finestre. Spazi per mostre, congressi con un centro benessere nato su antiche terme romane. Nella rocca longobarda che unisce ricerche bioclimatiche e hi-tech i visitatori sono già diventati 300 mila l'anno.