Pronto il progetto, salta in extremis l'incontro al Comune. Domani a Roma la prima picconata alla colmata a mare di Bagnoli. Al ministero dell'Ambiente il ministro Alfonso Pecoraro Scanio e gli enti locali firmeranno l'accordo di programma dal valore di 115 milioni di euro, soldi che serviranno per la demolizione della banchina e per il risanamento del mare e degli arenili. La svolta per l'area occidentale è dunque arrivata. E domani non sarà questa l'unica novità per Bagnoli: è in arrivo il via libera definitivo al nuovo piano di bonifica dei suoli. Cosa significa? Nella sostanza il dicastero retto da Pecoraro ha detto sì al deposito degli inerti sotto la collina di Posillipo in luogo dello smaltimento in cava. Un doppio annuncio fatto dalla Bagnolifutura e dal presidente Rocco Papa nella giornata in cui l'assise di Palazzo Marigliano ha effettuato una lunga visita ai cantieri e reclama certezze sulla bonifica dall'amianto. Decine e decine i sacchetti pieni di veleni che stanno per essere trasferiti in discariche speciali. Sono il frutto del lavoro di bonifica dell'area Eternit. «Siamo certi - dice Massimo Di Dato portavoce dell'assise - che l'amianto sia solo qui e non sia anche altrove? Noi chiediamo certezze su questo e che nelle aree destinate all'edilizia residenziale vengano effettuati nuovi controlli». Ieri è stato anche il giorno del patron del Napoli calcio Aurelio De Laurentiis. «Fare di Napoli la più grande marina del mondo, realizzando a Bagnoli migliaia di posti barca e una città nel mare» il sogno del produttore cinematografico intervenuto in una conferenza alla facoltà di Economia della Federico II. De Laurentiis riserva critiche agli enti locali ma è feroce con chi dovrebbe fare impresa: «Più che imprenditori si tratta di prenditori. Il rilancio dell'Italia può partire da qui. Ma se non si pensa ai giovani è difficile creare nuovi posti di lavoro e rinnovare i quadri politici». Il patron del Napoli ha deciso di mettere radici in città e non solo per il pallone: «A Napoli - sottolinea - ci sono grandissime capacità che non riescono a mettersi in rete. Bisogna creare un network di imprese». Di qui la proposta di dar vita a «una città del mare, sull'esempio di quanto avvenuto a Montecarlo». In questo luogo «si potrebbe pensare di costruire anche un nuovo stadio». De Laurentiis parla di Bagnoli (li sono previsti studios cinemtaografici e chissà che non ci stia facendo un pensierino) e di Montecarlo, ma pensa al lungomare di Napoli e a come trasformarlo in una sorta di croisette modello Cannes. Il patron sta per presentare un progetto di riqualificazione del lungomare già accennato all'assessore all'Ambiente Gennaro Nasti. Ieri doveva incontrarlo insieme alla sovrintendenza e a tutti i componenti della conferenza dei servizi per andare nel concreto. Ma 30 minuti prima dell'incontro è dovuto andare a Roma ed è salato il tavolo, l'appuntamento è solo rinviato. Un'altra curiosità riguarda il patron. Ha chiesto a Nasti di incontrare il ministro Pecoraro, secondo indiscrezioni - non ci sono sono conferme - il faccia a faccia ci sarebbe stato già ieri. De Laurentiis è convinto che al ministro possano interessare i suoi progetti.