Terzigno. Hanno inviato la segnalazione attraverso una e-mail indirizzata al comando della forestale: «Qui ci sono sei villette abusive». E perché non vi fossero dubbi i solerti ambientalisti hanno anche allegato le mappe di Google Earth prima e dopo l'ennesimo scempio in area del Parco nazionale del Vesuvio. Le verifiche degli agenti hanno dato loro ragione: sei villette abusive con tanto di autorimesse e giardini sono state sequestrate; i proprietari delle superfici sono stati denunciati a piede libero alla magistratura e dovranno rispondere in sede penale degli illeciti commessi. A dare una mano ai rangers contro la cementificazione selvaggia e gli incendi di rifiuti abbandonati lungo i sentieri, ci ha pensato un gruppo di cittadini che ha fornito le foto del prima e del dopo. Un aiuto insperato per le forze dell'ordine che si battono per preservare la flora e la fauna autoctone. Senza quella segnalazione, così dettagliata, sarebbe stato molto difficile per i forestali - coordinati dal vicequestore aggiunto Ciro Lungo e dal sovrintendente Fernando Lamberti - individuare i manufatti, occultati dalla fitta vegetazione che ne ha impedito la identificazione. Uno dei pochissimi casi, almeno finora, di collaborazione tra istituzioni e cittadini, dunque. È proprio questa sinergia potrebbe essere la chiave di volta per arginare l'avanzata del mattone. I fabbricati sarebbero venuti su dal nulla, in mezzo ai vigneti che producono il Lacryma Christi, vino apprezzato in tutto il mondo. Le sentinelle dell'ambiente hanno posto fine all'ennesimo scempio perpetrato nel cuore dell'area protetta, lì dove le colate di cemento sono, da sempre, bandite. «Il tutto spiega il vicequestore aggiunto Lungo - in barba ai divieti che ci sono a tutela di un territorio agricolo, quale quello interessato, vincolato anche dal punto archeologico, che costituisce una risorsa di sviluppo fondamentale». Le villette si trovano in località Amati, una delle traverse della strada provinciale panoramica, sulla linea di confine tra Boscoreale e Terzigno. Per accedervi occorre percorrere un tracciato sterrato che si inerpica tra i filari di viti. I manufatti sarebbero stati realizzati tra il 2003 ed il 2005. Quando gli inquirenti hanno fatto irruzione hanno rilevato che tutti gli immobili, ormai completi, erano abitati da famiglie del luogo. Sarà il pubblico ministero di turno a decidere se vi sia un aggravio del carico urbanistico, tanto da provvedere all'eventuale sgombero coatto. Prosegue, dunque, l'offensiva del corpo forestale dello Stato contro il fenomeno dell'abusivismo edilizio. Pur con un organico inferiore a quello delle altre forze in campo, le guardie ambientali fanno del loro meglio per tenere sotto controllo il territorio, specie la fascia pedemontana del Vesuvio. Del resto il commissario dell'ente, Amilcare Troiano ha più volte ribadito la linea della tolleranza zero contro chi infrange la legge, mettendo a repentaglio l'ecosistema. «La collaborazione dei cittadini del territorio dice Troiano, visibilmente soddisfatto per il buon risultato ottenuto dalla forestale - si fa sentire sempre di più. È importante avere queste segnalazioni direttamente dai cittadini del Parco, perché è in questo modo che la collaborazione con le istituzioni per la repressione dei reati ambientali diventa fattiva. Questo rappresenta un forte segnale di attaccamento al territorio che ci fa ben sperare per il futuro, per una sempre migliore protezione del nostro territorio».
CAMPANIA - Gli abusi nell'area protetta segnalati dai cittadini. Blitz della forestale: sei le strutture illegali individuate
In un'area del Parco nazionale del Vesuvio, sei villette abusive sono state sequestrate. I proprietari delle superfici sono stati denunciati a piede libero alla magistratura. Un gruppo di cittadini ha fornito le foto del prima e del dopo per aiutare le forze dell'ordine. La collaborazione tra istituzioni e cittadini è stata fondamentale per individuare i manufatti. Le villette erano state realizzate tra il 2003 ed il 2005 e erano abitate da famiglie del luogo. Il pubblico ministero dovrà decidere se vi sia un aggravio del carico urbanistico. L'offensiva del corpo forestale dello Stato contro l'abusivismo edilizio continua.
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