I LUOGHI DEL FILOSOFO Una direttrice per la sede di Napoli «Realizzare un museo narrante di suoni e icone E trasformare le chiese vichiane in agorà» Angela Riccio è una donna solare, che trasmette vitalità e una comunicativa contagiosa, in un misto di efficienza nordica e passioni meridionali. Un bagaglio formativo e professionale di tutto rispetto alle spalle (che annovera, tra l'altro, dieci anni in cui si è occupata di università e ambiente a livello istituzionale e saggistico, vent'anni di comunicazione a capo della Fiera di Milano, oltre tre anni anni di presenza in Rai come assistente del direttore generale), Riccio ha deciso da poco meno di un mese di accettare una sfida di non poco conto. Che da Milano l'ha proiettata a Napoli, dove ora dirige la sede partenopea della Fondazione Giambattista Vico, ospitata nelle chiese di San Gennaro all'Olmo - dove Vico venne battezzato - e di San Biagio Maggiore, al crocevia tra via San Biagio dei librai e San Gregorio Armeno, luogo dove aveva sede la corporazione dei librai (il padre di Vico era libraio). Come mai questa scelta? «È il richiamo delle radici: il Sud è la terra dove è nata la mia famiglia. E torno sui luoghi vichiani dai quali è partito il filosofo, di cui amo in particolare un principio: l'ordine delle idee deve seguire l'ordine delle cose. Mi piace assumerlo come motto, per il lavoro che mi aspetta in una città dove torno con umiltà, nella consapevolezza che Napoli ha enormi potenzialità inespresse. Recuperarne le tradizioni, promuovendo cultura nella quotidianità e in un luogo strategico, crocevia nel decumano inferiore della città antica e cuore della Napoli artigiana, può significare anche un salto di qualità nella vita dell'intero quartiere, da cui mi sento già adottata». Obiettivi a breve termine? «Innanzitutto, rendere più funzionali gli spazi delle due chiese di cui era già stato avviato il restauro, dopo 40 anni di chiusura, da rivedere in accordo con la Soprintendenza; continuare a incontrare le maggiori istituzioni culturali che operano in città, per procedere con un programma di piccoli passi in una strategia di grandi alleanze, che danno sempre i loro frutti, come dimostra il sostegno che stiamo ricevendo dalla Fondazione Banco di Napoli presieduta da Adriano Giannola, che ospiterà da fine ottobre un corso post-laurea in diritto e gestione dell'ambiente e beni culturali a numero chiuso, con 50 posti e docenti di livello internazionale». Programmi? «Per ora, progetti ideali: realizzare un museo narrante sui percorsi vichiani basato su musica, suoni e immagini; rendere le due chiese, ma anche lo spazio antistante all'aperto, un'agorà democratica di incontro, spazio per pensare e scambio aperta a tutti, con iniziative dal target differenziato (la mattina, per le scuole, nel primo e nel tardo pomeriggio per turisti e cittadini con un calendario di eventi su filosofia, letteratura e poesia, musica e arte contemporanea, politica e questione femminile). E promuovere concerti di musica antica con strumenti dell'epoca».