Il bronzo è ora in mostra ad «Ars Siciliae». Soddisfatti il presidente Miccichè e l'assessore Leanza E' un tesoro strappato al mare il Satiro Danzante. Il suo sguardo evoca il mistero, i suoi muscoli zigomatici appaiono in tensione, le guance gonfie. Impressionante la plasticità di questa scultura, che ha come punto d'appoggio l'unico piede. Gli ultimi rilievi effettuati escludono che possa appartenere alla maestria del greco Prassitele. Ipotesi smentita da Alain Pasquier, capo del Dipartimento delle Antichità greche e romane del museo Louvre. Il bronzo è ospite d'onore della mostra Ars Siciliae, nella Sala Duca di Montalto di Palazzo dei Normanni. Ventitrè icone del passato e della civiltà contemporanea provenienti da musei di tutta la regione per festeggiare i sessant'anni dell'Ars. E' una sorta di wunderkammer, la «stanza delle meraviglie», con un ambiente ricco di fascino. Peccato che non vi sia una giusta luce che valorizzi le opere e che l'allestimento presenti diverse pecche. Ieri, conferenza stampa del ritorno del Satiro Danzante dal Louvre. Hanno partecipato Gianfranco Micciché, presidente dell'Ars, Lino Leanza, assessore regionale ai Berni culturali e Giorgio Macaddino, sindaco di Mazara del Vallo. «La Sicilia - afferma il presidente Micciché - ha il meglio del patrimonio artistico e culturale che esiste nel mondo. A Parigi, per vedere il Satiro Danzante si pagavano 10 euro ma il nostro assessorato non ha incassato nemmeno un centesimo. Ha ragione l'assessore Leanza quando sostiene che se vogliono in prestito le nostre migliori opere devono darci in cambio la Gioconda». Appare orgoglioso delle «perle» esposte l'assessore Lino Leanza. Dice: «La presenza del Satiro a Palermo è la prima applicazione della strada che abbiamo privilegiato: far circuitare i nostri beni culturali all'interno della Sicilia. La direttiva ufficializzata lo scorso mese di maggio non è stato un atto di isolazionismo, come qualcuno lo ha definito, ma un provvedimento indispensabile per la migliore fruizione di capolavori, a volte resi fragili dai secoli, potenti attrattori turistici, in grado di creare economia per i luoghi che li ospitano. Se è vero che non si può quantificare il ritorno di immagine per la Sicilia prodotto dall'esposizione dei nostri beni culturali in giro per il mondo, è fuor di dubbio che, invece, è scarso il ritorno economico, in termini di turismo, che questi viaggi determinano, a fronte dei disagi che l'assenza di preziose opere provoca nei siti d'origine. Per evitare tutto ciò, abbiamo pensato di regolamentare il settore. Per i nostri capolavori pensiamo a brevi spostamenti, in Sicilia, in luoghi e periodi strategici: il Satiro Danzante a Palazzo dei Normanni e l'Annunziata a Palazzo Corvaja di Taormina». Il Satiro è in buona compagnia. C'è il «Marinaio ignoto» di Antonello da Messina. Lo sguardo dell'uomo del ritratto appare furbesco, come se volesse trasmettere cenni d'intesa a chi lo osserva. Antonello ha creato un personaggio campione di arguzia e di furbizia. Un marinaio che ha poteri di parlare attraverso uno sguardo, il silenzio. Un'opera conosciuta in tutto il mondo è la «Corona di Costanza d'Aragona», rinvenuta sul capo della prima moglie di Federico II nel corso delle aperture delle tombe del 1491. Fu asportata dal sarcofago nella seconda apertura, alla fine del Settecento. La corona è databile 1220-22, tra l'anno dell'incoronazione e quello della morte di Costanza. Significativi alcuni reperti archeologici. In una bacheca una maschera ghignante del VI secolo proveniente dagli scavi di Mozia. Giganteggia l'Ariete bronzeo del III secolo a. C. Si fa notare un frammento di vaso con anse a cartoccio della seconda metà del V millennio a.C., proveniente dal museo «Paolo Orsi» di Siracusa. Strabiliante un pannello ligneo del XII secolo, recuperato nei sotterranei del Palazzo Reale. E' dell'epoca di Ruggero II. In quel periodo la capitale del regno attirò molti viaggiatori. Il geografo arabo al-Idrisi scrisse: «Ha Palermo edifizi di tanta bellezza che i viaggiatori si mettono in cammino attirati dalla fama delle meraviglie che quivi offre l'architettura». La mostra è visitabile tutti i giorni fino alle ore 24.
SICILIA - Il Satiro è ritornato in Sicilia
Il bronzo del Satiro Danzante è stato esposto nella mostra Ars Siciliae a Palazzo dei Normanni a Palermo. Il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, e l'assessore regionale ai Berni culturali, Lino Leanza, hanno partecipato a una conferenza stampa per presentare l'esposizione. Il Satiro è stato in prestito dal Louvre e non ha richiesto alcun compenso. Leanza ha affermato che se vogliono in prestito le opere più preziose della Sicilia, devono essere restituite in cambio. La mostra presenta ventitré opere provenienti da musei della regione, tra cui il Marinaio ignoto di Antonello da Messina e la Corona di Costanza d'Aragona.
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