Mannoni: «Preoccupato dal caso Cualbu». Sul possibile conflitto di interessi al Lirico l'assessore annuncia un rapido intervento. CAGLIARI. «E' preoccupante che la Regione sia rappresentata nel consiglio di amministrazione del teatro lirico da un imprenditore che ha interessi privati collegati alle attività della Fondazione»: è l'assessore alla cultura Carlo Mannoni a confermare con parole chiare il sospetto di conflitto d'interessi che finora era stato soltanto adombrato dal Gruppo di Intervento giuridico e da alcuni sindacalisti. Un conflitto che riguarderebbe Gualtiero Cualbu, proprietario attraverso la società Minoter del T-Hotel, la struttura dirimpettaia del Comunale. Mannoni - che occupa ad interim la poltrona dei beni culturali - non ha ancora esaminato la proposta di pianta organica elaborata dal sovrintendente Maurizio Pietrantonio, un documento che insieme al nuovo assetto organizzativo del personale contiene il progetto strategico legato al 'Parco della musica', dove il teatro lirico andrà in sostanza a integrarsi - mantenendo il proprio ruolo di fabbrica culturale - con attività ricettive e di promozione turistica. Il T-Hotel diventerà un polo fondamentale del parco di piazza Giovanni XXIII e Cualbu si trova già ora nella veste complessa dell'amministratore di un teatro che col grande albergo dovrà fare i conti - anche economici - ogni giorno. Quali interessi prevarranno? «Io sono fermamente convinto che l'ingegner Cualbu stia svolgendo il suo mandato di rappresentante della Regione nella Fondazione con impegno e con assoluta onestà - avverte Mannoni - ma trattandosi di una situazione che coinvolge la Regione credo che sia il caso di eliminare qualsiasi ombra. Quindi faremo appena possibile le necessarie valutazioni in giunta, col presidente Soru». D'altronde l'intreccio anche finanziario fra le attività del teatro e dell'hotel appare piuttosto chiaro anche alla semplice lettura della proposta di pianta organica all'esame in questi giorni dei sindacati. Il paragrafo sul T-Hotel sembra il testo di un depliant promozionale: «Hotel di categoria quattro stelle superiore, dotato di 400 posti-letto e sale congressi per 1000 posti, è caratterizzato da soluzioni architettoniche d'avanguardia, affidate a importanti progettisti su scala nazionale. Al suo interno sono presenti un ristorante, un bar, un centro benessere, sale riunioni d'affari. In breve tempo si è imposto quale migliore hotel del capoluogo e dell'hinterland». La piazza poi - il cantiere sta per aprire, oggi il sindaco presenta i lavori - verrà trasformata entro il 2009 in un'area di servizio del 'Parco'. Ecco come il documento di Pietrantonio descrive l'intervento: «Il punto di unione fra l'albergo (il T-Hotel, ndr) e il teatro sarà l'estensione della piazza Giovanni XXIII, che costituirà un momento di riqualificazione dell'arredo urbano grazie alla realizzazione di verde attrezzato, giochi d'acqua e illuminazione d'impatto». Si parla di «percorsi espositivi culturali, intrattenimento, mostre e sfilate di moda» che avranno nel T-Hotel il punto di riferimento invariabile. Come consigliere di amministrazione della Fondazione Cualbu sarà chiamato a decidere quali iniziative promuovere e quali no, sapendo benissimo - è solo un esempio - che qualsiasi progetto che preveda ospitalità avrà ricadute sicure sull'attività dell'hotel. Una situazione di chiaro imbarazzo, sulla quale Mannoni non intende soprassedere: «Non vedo un problema legato alle controversie amministrative tra il gruppo Cualbu e la Regione, quelle su Tuvixeddu - spiega ancora l'assessore - perchè lì è il cittadino che tutela legittimamente i propri interessi. Al teatro invece compare Cualbu nelle sue vesti di imprenditore, che può rappresentare se stesso ma non la Regione, soprattutto quando la Regione è uno dei maggiori finanziatori del teatro lirico».