La Regione difende Monte Nieddu: «Ci sono i soldi, andremo avanti». Mannoni: «Quindici milioni di metri cubi ormai indispensabili». SARROCH. «Bravi, continuate così»: Stefano Deliperi, responsabile dell'associazione ambientalista Gruppo di intervento giuridico, risponde con ironia alle prese di posizione di Carlo Mannoni, assessore regionale ai Lavori pubblici, e di Dino Dessì, presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, sui lavori di completamento della diga di Monte Nieddu-Is Canargius. Come ha ricordato Deliperi in una nota dal titolo parecchio significativo - "Errare è umano, perseverare è diabolico!" - mercoledì mattina i consigli comunali di Sarroch, Pula e Villa San Pietro si sono riuniti in seduta congiunta. Lo scopo era di capire se i lavori, fermi dal lontano 2001, debbano o meno riprendere. Tutti, a gran voce, hanno invocato l'aiuto della Regione per far sì che le ruspe riaccendano i motori e l'opera venga finalmente conclusa. L'assessore Mannoni ha rassicurato sindaci e cittadini: «La diga si farà perché serve e noi faremo la nostra parte: i soldi ci sono, grazie ad un finanziamento Cipe da cinquantuno milioni di euro a cui si sommano ulteriori nove milioni stanziati dal precedente commissario straordinario per l'emergenza idrica». Una posizione che ha scatenato il contrattacco delle associazioni ambientaliste, da sempre in contrasto con il progetto varato ormai cinquant'anni fa. Perché? Scrive Deliperi: «Da qualche anno, una delle parti più pregevoli della più vasta foresta del mediterraneo, le vallate contigue di Monte Nieddu e di Is Canargius, è stata sventrata per un'opera pubblica tanto inutile quanto deleteria. Hanno fatto carne da macello di un'importantissima area di rilevanza naturalistica, ricca di vegetazione mediterranea e di specie faunistiche di primaria importanza, come il cervo sardo, il falco pellegrino e l'aquila reale». Fatto il punto sull'importanza ambientale dell'area, gli ecologisti pongono l'accento anche sulla reale utilità dell'invaso, ricordando che parecchi depuratori forniscono già una quantità d'acqua tale da rendere superfluo l'invaso di Monte Nieddu. Un esempio: «Il solo impianto del Casic produce circa venti milioni di metri cubi l'anno e quello di Cagliari-Is Arenas arriva a sessanta». Inoltre «le cifre ufficiali riportate nel piano stralcio per l'utilizzo delle risorse idriche, approvato di recente dall'esecutivo regionale, dicono che la capacità complessiva della diga è di trentacinque milioni di metri cubi l'anno. Ma di questi, se ne potranno utilizzare soltanto sei milioni: una bazzecola, per la quale si sta sperperando una montagna di soldi pubblici». Ribatte Mannoni: «Sono notizie inesatte e non stanno certo scritte nel "Piano acque". Per la precisione, i milioni di metri cubi annui che potranno essere utilizzati sono circa quindici». Il muro contro muro, insomma, continua. Con il Gruppo di intervento giuridico che chiede «la rescissione del contratto, accompagnata da un serio progetto di rinaturalizzazione delle vallate». La storia infinita dell'opera. In nove anni già spesi 20 milioni. SARROCH. Diga di Monte Nieddu-Is Canargius: una storia infinita. Cominciata quasi cinquant'anni fa, quando Costantino Fassò firmò il primo progetto, approvato nel 1970 dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. Cinque anni dopo la Regione definì l'ente attuatore dell'opera: il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale. Senza valutazione di impatto ambientale, prevista per interventi di questa portata solo nel 1988. Nel 1994 il progetto rispunta dagli armadi della Regione: si pubblica il bando di gara e ad aggiudicarselo è un'Ati capitanata dalla spagnola Dragados. Nel 1998 iniziano i lavori, ma dopo tre anni lo stop: l'impresa, secondo fonti del Consorzio di bonifica, chiede l'adeguamento dei costi. Richiesta che però non può essere esaudita, visto che questa prassi è stata abolita quindici anni prima dal governo centrale. Risultato: l'impresa abbandona il cantiere, con l'avanzamento dei lavori fermo al venti per cento e chiede un maxi risarcimento. L'ultima puntata tra qualche settimana, quando si riunirà il collegio arbitrale promosso dalla Dragados: si conoscerà il destino di un'opera già costata 20 milioni.
La Nuova Sardegna
27 Giugno 2007
Fermate quella diga, è un ecomostro
PA
Pablo Sole
La Nuova Sardegna
La Regione sarda ha affermato di essere disposta a proseguire i lavori di completamento della diga di Monte Nieddu-Is Canargius, nonostante le prese di posizione di associazioni ambientaliste. L'assessore regionale ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni, ha rassicurato i sindaci e i cittadini che i soldi sono disponibili per far riprendere i lavori. Tuttavia, le associazioni ambientaliste hanno criticato l'opera, affermando che serve a nulla e che la foresta del mediterraneo è stata sventrata per un'opera inutile e deleteria.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
La Nuova Sardegna · 22 Dic 2005
Quartu si conferma capitale degli abusi tra costa e campagna
La Nuova Sardegna · 25 Mar 2006
SARDEGNA: Vincoli e servitù: i comuni sono prigionieri
La Nuova Sardegna · 10 Giu 2006
Quartu. Il caso edilizio continua a scatenare polemiche
La Nuova Sardegna · 25 Lug 2006
Siti minerari, sì di Legambiente al bando
La Nuova Sardegna · 26 Giu 2006
Un tuffo al Poetto-pattumiera. Sporcizia e rifiuti, nella spiaggia dei centomila trionfa l'incuria
La Nuova Sardegna · 24 Ott 2006
Lo dice l'assessore comunale all'Urbanistica. Ville abusive sul mare arriveranno le ruspe
La Nuova Sardegna · 20 Ott 2006
Abusi a Molentargius, no al condono
La Nuova Sardegna · 21 Ott 2006
"Gli abusivi non saranno premiati". Molentargius, il sindaco di Quartu rassicura gli ambientalisti
La Nuova Sardegna · 14 Giu 2007
Il Consorzio: Fra sei mesi riaprirà il cantiere di Monte Nieddu
La Nuova Sardegna · 22 Lug 2007
Ci incateneremo lungo la strada. Ecologisti al fianco degli abitanti contro il progetto Sulcitana
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
l'Unità · 29 Giu 2005
Il mattone in Borsa diventa oro: in 4 anni quadruplicato il patrimonio dei fondi
l'Unità · 29 Giu 2005
No all'albergo che copre il Cupolone
L'Unione Sarda · 28 Giu 2005
Il caso Tuvixeddu sul tavolo di Buttiglione
la Repubblica · 1 Lug 2005
Cemento sul mare, Sicilia da record
l'Unità · 3 Lug 2005
La finanza creativa, ultimo piccone calato sul Bel Paese
l'Unità · 4 Lug 2005
Vendono tutto, anche le spiagge
Posta della Redazione · 4 Lug 2005
WWF: "Così il Demanio non è più bene pubblico fruibile"
La Nuova Sardegna · 2 Lug 2005
Sardegna. La crisi dei musei e i poteri della Regione
Corriere della Sera · 5 Lug 2005
Le opere d'arte trafugate da Napoleone
Libertà · 6 Lug 2005
Settimana della cultura, il 7 luglio a Campobasso la tappa molisana della campagna "Cultura, il tesoro del Sud"
Redazione Econews · 6 Lug 2005
Spiagge. Wwf: Ddl competitivita' mette a rischio coste sarde
la Repubblica · 9 Lug 2005
L'Unesco decide la missione, in autunno arrivano gli ispettori
la Repubblica · 8 Lug 2005
NAPOLI: Centro antico a rischio Unesco - Da dieci anni patrimonio dell'umanità, ora è sotto verifica.
il Sole 24 Ore · 10 Lug 2005
Carbone, gas ed eolico: la Puglia vince la corsa dei no
Il Mattino · 10 Lug 2005
Rinasce a Camerota il vascello di Garibaldi
il Giornale · 11 Lug 2005
I monumenti? Si guardano correndo
Il Tempo · 10 Lug 2005
La pace di Augusto sulle rovine di guerra
il Sole 24 Ore · 13 Lug 2005
INFRASTRUTTURE - Grandi opere, servono 8 miliardi
La Nuova Sardegna · 14 Lug 2005
Case Iacp, monumenti per legge
Il Giornale di Vicenza · 18 Lug 2005
Guardia alta su città d'arte e siti archeologici