Non è una vita tanto tranquilla, quella di chi aspira a diventare soprintendente in servizio presso il ministero per i Beni Culturali. Da circa un mese il ministero ha bandito un concorso per 10 posti da soprintendente archeologo. Bene, ma la possibiltà che uno possa diventarlo con una laurea breve, quella triennale, sta sollevando un vespaio di polemiche. Un paio di giorni fa il presidente del Consiglio superiore e archeologo e direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis, a nome dell'organismo che presiede, ha definito «scandalosa» la bozza che riguarda il bando del suddetto concorso e chiede che sia cambiata. Concordano e intervengono con documenti o appelli la Consulta universitaria degli archeologi, il Comitato tecnico scientifico degli archeologi guidato da Giuseppe Sassatelli, associazioni di settore tra cui la Bianchi Bandinelli, l'Assotecnici e una di soli storici dell'arte. [si veda nella sezione Comunicati delle Associazioni la A HREF"http:www.patrimoniosos.itrsol.php?opgetsectionid6year2007month6" TARGET"NEW"LETTERA APERTA A RUTELLI DEL 26 GIUGNO 2007A] Contestano, ad esempio, che per essere ispettore servano almeno cinque anni con laurea specialistica, mentre, così, sarà possibile diventare soprintendente con appena tre anni universitari senza specializzazione. Il comitato tecnico- scientifico degli archeologi, oltre a contestare il modo in cui verranno dati i punti di valutazione, considera questa scelta sconsiderata: sia perché ritiene che quella laurea non dia affatto competenze sufficienti per il tipo di incarico, sia perché il ministero stesso ha ribadito più volte che per dirigenti di quel livello occorra una specializzazione. Ma l'assemblea dei docenti archeologi ci tiene a far trillare un altro campanello d'allarme dopo che in Sardegna e Basilicata il ministero ha coperto il posto di soprintendenti archeologi che erano a interim, rimasti vuoti per raggiunti limiti di età, con professori universitari: «L'auspicato intensificarsi della collaborazione tra università e ministero si sta attuando attraverso procedure di scarsa trasparenza, che appaiono soprattutto dettate da contingenti politiche di risparmio». L'accusa è: i beni culturali pagano docenti pur di non assumere soprintendenti a pieno titolo. Sulla laurea triennale Rutelli replica tramite ufficio stampa: «La legge prevede tra i requisiti di ammissione una laurea quadriennale secondo il vecchio ordinamento universitario, una laurea specialistica (32) del nuovo ordinamento o una laurea triennale sempre del nuovo ordinamento»; in concorsi pubblici la laurea triennale era sufficiente per partecipare; chi lo vince sarà dirigente, «non automaticamente soprintendente». Ma gli archeologi avvertono: se fate così, squalificate l'incarico, fate danni e come minimo il ministero riceverà una bella manciata di ricorsi sul tavolo. E nessuno ci guadagnerebbe niente.