Flussi di studenti in biblioteca ma i locali sono da mesi interessati da lavori di restauro Capua. Silenzioso, pulito, vuoto. Il Museo provinciale campano di Capua appare così in un giorno infrasettimanale di giugno. Tra i corridoi silenziosi di Palazzo Antignano, sede del museo tra i più importanti e ricchi d'Europa, non c'è nessuno. Fatta eccezione per gli operai alle prese con gli interminabili lavori di ristrutturazione - dal periodo post terremoto al 2005 e ancora oggi, vedono ancora la struttura off limits in alcuni ambienti - non c'è traccia di turisti. «Ma non è sempre così - si affrettano a precisare i dipendenti - perché in alcuni giorni dobbiamo anche gestire più gruppi organizzati che prenotano la visita nello stesso giorno». Stando alle statistiche, il periodo di maggior flusso di visitatori è quello tra marzo e maggio, dove alle scolaresche si associano i turisti in giro per il Casertano sotto il sole di primavera. Diverso è il discorso per la biblioteca, tra le più ricche del Mezzogiorno, dove la presenza di studenti e studiosi non è condizionata dalle stagioni. «Da quasi due anni lavoro alla mia tesi di laurea in Storia dell'architettura - spiega Antonio D'Elia, venticinquenne aversano - e qui trovo il materiale necessario alle mie ricerche. La ricchezza e l'imponenza della struttura mi ha lasciato senza parole fin dal primo giorno che varcai il magnifico portale di Palazzo Antignano e ancora oggi la suggestione è tanta. Quello che però mi ha disturbato da sempre e a cui ho fatto un po' l'abitudine, è l'assenza di un punto di ristoro all'interno della struttura che ti consenta un break ogni tanto, magari con uno spuntino. Considerato che ogni volta che si entra ed esce da qui occorrono procedure burocratiche lunghe, è meglio portarsi la merendina da casa». Gaetano Improta, anche lui aversano ma con una laurea in architettura in tasca da maggio, storce il naso invece sugli arredi angusti delle sale studio. Ma anche in questo caso la replica non si fa attendere da parte dei funzionari del Museo: «La sala lettura è oggetto di lavori e di riordino. Ospitiamo quindi gli studiosi nelle sale riservate ai dipendenti del museo, come a esempio la sala Marzano che, in tempi normali, è un ufficio chiuso al pubblico». Un accento straniero rompe il silenzio del cortile di Palazzo Antignano intorno alle 13: arrivano inaspettati i turisti. Poca roba se si considera che, in tutta la giornata, le tre anziane signore che si aggirano tra reperti archeologici e Matres Matutae sono le uniche presenze paganti registrate al Museo. «Siamo olandesi - si presenta Miek de Langen, la dinamica settantaseienne con le due sorelle più anziane al seguito - e siamo arrivate a Capua in auto. Venni qui quindici anni fa e mi colpirono le Matres Matutae. Da allora mi prefissai di ritornarci con le mie sorelle che, diversamente da me, sono madri e nonne. Capua custodisce il primo simbolo di femminilità universale venerato dai popoli, ed è un tesoro unico al mondo che non può essere ignorato». Non si sono inerpicate lungo gli antichi scaloni del Palazzo per visitare il grande museo capuano, preferendo intrattenersi nel cortile riservato all'archeologia. «Vorrei portar via da qui un ricordo - protesta Lien, la sorella maggiore con i suoi ottantadue anni sorretti da un bastoncino di legno intagliato - che so, una guida. Non posso fare neanche foto alle meravigliose Matres, almeno mi dessero una cartolina». Solerte l'addetto alla reception del museo si affretta a recuperare la guida del Museo Campano, precisando: «Le cartoline del museo non ci sono, ma le guide sì, e sono reperibili presso lo sportello della biglietteria». I dipendenti del Museo si prodigano tanto per i visitatori, seguendoli passo passo durante tutta la visita, fornendo informazioni e dettagli storici. «Ci contestano spesso che mancano le didascalie complete per ogni singola opera - spiegano - eppure le locandine che illustrano il periodo e le opere contenute nelle singole stanze spiegano bene quanto ci si appresta ad ammirare, anche se ogni singola opera viene esplicata da brevi iscrizioni. E poi siamo ancora in corso d'opera per sistemare al meglio le opere. Aspettiamo che i lavori finiscano».
CAPUA - Museo campano promesse mancate
Il Museo provinciale campano di Capua, situato in Palazzo Antignano, è stato chiuso per lavori di restauro da mesi. La struttura, considerata una delle più importanti e ricche d'Europa, è silenziosa e vuota, a differenza di quando i turisti visitano il museo. I dipendenti del museo spiegano che il periodo di maggior flusso di visitatori è tra marzo e maggio, quando si affrettano a gestire gruppi organizzati. La biblioteca del museo, tra le più ricche del Mezzogiorno, è frequentata da studenti e studiosi, ma non è condizionata dalle stagioni. Alcuni visitatori, come Gaetano Improta, lamentano l'assenza di un punto di ristoro all'interno della struttura.
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