Un nuovo festival: si chiama Festarch. Festival di Architettura che si svolgerà a Cagliari (Manifattura Tabacchi, Lazzaretto di Sant'Elia, 29 giugno -1 luglio) e, in appendice, ad Alghero (Palazzo del Pou Salit, 2 luglio) nei prossimi giorni. Presentato ieri a Roma, nelle intenzioni e dichiarazioni degli organizzatori, tenterà di colmare una lacuna a livello nazionale: mancava, infatti, fino ad oggi una proposta così ampia e articolata su questo tema in Italia. Inoltre, a differenza di altre iniziative simili essa non si riduce ad ospitare una serie di eventi effimeri che, terminata la manifestazione, esauriscono il loro compito vitale ma registra una realtà concreta e strettamente legata al luogo che lo ospita: fa da eco al momento particolarmente favorevole che il territorio sardo sta attraversando ora in campo architettonico. Molti degli autori chiamati a intervenire, tra i più noti esponenti della scena creativa internazionale, sono attualmente operativi in Sardegna o con essa hanno stabilito un rapporto professionale negli ultimi tempi: l'anglo-irachena Zaha Hadid, ad esempio, ha vinto il concorso internazionale per il Betle il Museo di arte nuragica e contemporanea che sorgerà nel quartiere di San'Elia a Cagliari (il 2 luglio Hadid sarà protagonista di un incontro pubblico ad Alghero); l'olandese Rem Koolhaas è alle prese con il recupero dello stesso quartiere Sant'Elia; il duo svizzero Herzog de Meuron sta studiando un progetto per il parco minerario del Sulds a Monteponi (il 3 settembre Jacques Herzog terrà una lezione sull'argomento); e poi, con loro, Paulo Mendes de Rocha, Kengo Kuma, Massimiliano Fuksas, Fernando Rome-ro, Wolf Prix, Marco Casamon-ti, Italo Lupi, Philippe Rahm. La manifestazione, che ha per direttori artistici Stefano Boeri e Gianluigi Ricuperati ed è promossa tra gli altri dalla Facoltà di Architettura dell'Università di Cagliari e da quella di Sassari, sottolinea perciò il fermento positivo che interessa oggi la terra sarda sotto il profilo urbanistico ed edilizio, soprattutto dopo l'approvazione del nuovo piano paesaggistico che ha portato l'isola a pensare in modo nuovo sul proprio passato e al proprio futuro. Il fittissimo programma del festival prevede lezioni, incontri, tavole rotonde, workshop, spettacoli che vedranno esponenti di varie discipline riflettere sul tema Scrivere il paesaggio. Tra loro, oltre agli architetti segnalati, artisti come Hans Ulrich Obrist, Dan Graham, Yona Friedman, Gabriele Basilico, designer come Enzo Mari, scrittori come Daniele Del Giudice (nel suo intervento porrà in relazione Le Corbusier con l'autore del Piccolo principe St. Exupéry), Marco Belpoliti, Tommaso Pincio... e Beppe Sebaste, Nicola Lagioia, Silvio Bernelli i quali interpreteranno in forma letteraria il disagio delle periferie di alcune città italiane, Bari Roma e Torino, partendo dal libro Periferie (edito da Laterza), curato da Stefania Scateni.