La Fondazione Carife è più che mai radicata nel territorio ferrarese. A dirlo sono i numeri che anche quest'anno hanno visto l'istituzione deliberare oltre 6 milioni di euro per finanziare progetti nei tanti settori della società civile, con un occhio di riguardo alla cultura, alla ricerca scientifica, alla salute pubblica e alle varie forme di assistenza, formazione e beneficenza. Il presidente Sergio Lenzi, oltre ad analizzare l'attività annuale della Fondazione, fa il punto della situazione anche in considerazione di alcune questioni rimaste ancora in sospeso, come il progetto Ermitage. ERMITAGE ITALIA. «Su questo progetto - dichiara Sergio Lenzi - la Fondazione Carife è ancora alla finestra, al momento siamo fermi perché aspettiamo di valutare la situazione e il grado di coinvolgimento che ci verrà chiesto». Il presidente pesa bene le parole perché vuole assolutamente evitare scontri e polemiche istituzionali, ma dal ragionamento si capisce bene che qualcosa in merito alla sede italiana del prestigioso museo russo a Ferrara, non lo sta soddisfando. «Ci aspettiamo per lo meno - prosegue -che non ci venga solo chiesto un contributo finanziario, ma ci auguriamo un coinvolgimento più diretto in questo importantissimo progetto visto anche le premesse che erano state fatte dopo la scelta ferrarese del direttore Mikhail Piotroskiy». All'indomani dell'assegnazione ferrarese di Ermitage Italia, avvenuta lo scorso 4 ottobre, si era detto che i russi erano stati colpiti soprattutto dalla coesione delle forze messe in campo dalle massime istituzioni ferraresi a tutti i livelli. A distanza di nove mesi, probabilmente questa coesione dovrebbe essere maggiormente rafforzata, visto che la Fondazione Carife è ancora ferma sulle sue posizioni, in uno stallo che sta facendo sorgere interrogativi, e forse un po' di apprensione soprattutto a Provincia e Comune. «Tuttavia - precisa Lenzi - c'è ancora tempo fino ad ottobre, mese in cui arriverà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad inaugurare la sede ferrarese dell'Ermitage, per definire bene il progetto e il nostro ruolo in questa importantissima iniziativa culturale internazionale». SAN CRISTOFORO. E' il fiore all'occhiello dell'attività culturale della Fondazione in questo periodo. Ancora tre mesi e il restauro del tempio di San Cristoforo verrà definitivamente ultimato con la cerimonia di inaugurazione. «Sono positivi i dati di apertura al culto del tempio avvenuta lo scorso dicembre dopo il primo importante restauro -afferma il presidente - con migliaia di visitatori che hanno potuto apprezzare le architetture di Biagio Rossetti, le ancone lignee e le pale dell'arredo certosino. Posso anche confermare, l'ultimo contatto l'abbiamo avuto pochi giorni fa, la presenza il prossimo settembre del coro della Cappella Sistina di Roma che terrà un concerto per la cerimonia di inaugurazione. La somma impegnata nel 2006 per il progetto è stata di 750.000 euro». FONDI ALLA CULTURA. Non solo restauro nel fitto carnet degli appuntamenti culturali e artistici, ma anche sostegno ad iniziative peculiari. «Mi piace ricordare - dichiara Lenzi - il grande successo della rassegna "Aperitivi d'arte", tenutasi nei mesi invernali ed in primavera presso la Pinacoteca nazionale. Bella anche la seconda edizione delle letture dantesche in un duomo di Ferrara stracolmo di gente. Anche il sostegno alle grandi esposizioni (nel 2006 la Fondazione Carife ha stanziato 495 mila euro per le mostre di De Pisis e De-rain ai Diamanti n.d.r.) e ad altri importanti eventi, contribuiscono a mantenere alto il punto di riferimento cui far tendere tutte le attività culturali ed artistiche del nostro territorio, con tante iniziative anche in provincia». OCCHIO ALLA SCIENZA. «La ricerca scientifica - continua il presidente - è un settore che ha particolarmente rilevanza in una città come Ferrara, non grande ma dotata di una università che svolge in pieno il proprio ruolo non solo nella didattica ma anche nell'altro pilastro fondamentale, grazie ad un'opera attenta di coinvolgimento delle realtà istituzionali del territorio. La costituzione del Comitato dei Sostenitori, ha incentivato la valorizzazione della ricerca scientifica e le opportunità che dalla stessa scaturiscono». Non a caso la Fondazione Carife partecipa al sostentamento di questo comitato e nel 2006 ha deliberato 400.000 euro. Per potenziale le ricerche in campo genetico è stata acquistata anche una macchina per la cura dei tumori nel cavo orale. INTERVENTI SANITARI. «Un altro importante punto di intervento - continua Lenzi - è rappresentato dalla salute pubblica, dalla prevenzione e dalla riabilitazione. Vi sono situazioni meritevoli di grande attenzione, a partire dalla grande incidenza della popolazione anziana, che necessita di sviluppare al massimo i fattori di prevenzione, di tempestività della diagnosi, di scorrevolezza dei percorsi terapeutici. Questi sono obiettivi che la Fondazione tiene ben presenti per indirizzare la propria azione». Sono stati investiti fondi per l'acquisto di veicoli di soccorso e di assistenza sanitaria per 120.000 euro, oltre all'acquisto di impianti necessari per esami cli-nici come un apparecchio per la risonanza magnetica per l'ospedale del Delta (264.000 euro). NUOVI SOCI. Quest'anno si è provveduto anche alla nomina di 11 nuovi soci all'interno della Fondazione Carife, che hanno fatto salire a 164 il numero complessivo dei soci. Sono in ordine alfabetico: Nicola Barbieri, Andrea Benetti, Pier Luigi Bonora, Nino Bruni, Francesco Cristofori, Graziano Gibelli, Paolo Lazzari, Guido Rizzati, Francesco Scu-tellari, Giuseppe Toscano, Massimo Mario Zaghi. Il consiglio di amministrazione della Fondazione è invece composto da Sergio Lenzi (presidente), Piero Puglioli (vice presidente), consiglieri: Enzo Cavallari, Gian Carlo Cavazzini, Ennio Manuzzi, Mario Mazzoni, Paolo Ravenna, Abdon Sgarbi, Francesca Zanardi; Guido Reggio (segretario generale); revisori: Giantomaso Giordani, Tullio Chiesa, Ettore Donini.