La domanda di cultura cresce e con essa la spesa per visitare i musei, andare al cinema o assistere a rappresentazioni teatrali: nel 2006 è stato superato il miliardo di euro, con un incremento del 6,5 sul 2005. Aumenta anche il peso del turismo culturale: l'anno scorso è cresciuta la presenza di stranieri (25) attirati dalle città d'arte. La richiesta di cultura è, però, supportata da un'offerta traballante: diminuiscono gli investimenti nel settore da parte degli enti locali per effetto dei tagli ai trasferimenti statali; le gestioni private sono in stallo a causa di incertezze legislative; i maggiori consumatori di cultura i giovani tra 14 e 29 anni sono penalizzati da prezzi troppo alti dei biglietti e scarsi servizi. La fotografia è contenuta nel quarto rapporto annuale di Federculture, curato dal segretario generale Roberto Grossi e presentato ieri a Roma. Il rapporto registra che lo Stato ha invertito la rotta sui finanziamenti per la cultura la quota dei fondi assegnati al ministero dei Beni culturali è stata nel 2006 dello 0,29, ancora però distanti dallo 0,35 del 2002 e altrettanto stanno facendo gli enti locali, ma in senso inverso. In periferia, infatti, le grandi città hanno ridotto le spese per la cultura (-20 a Roma, -69 a Firenze), con la sola eccezione di Bologna (incremento del 100). «Abbiamo interrotto il calo delle risorse ha commentato il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, riferendosi ai finanziamenti statali che ora dovranno risalire, perché la cultura dà lavoro e benessere».