Aumentano i consumi delle famiglie per mostre e spettacoli ma latitano le risorse: questo il quadro contraddittorio del quarto rapporto di Federculture presentato ieri a Roma Non si sa bene se è il caso di ridere o di piangere scorrendo il ponderoso «Quarto rapporto annuale Federculture 2007», che è stato presentato ieri con molta solennità al Teatro Quirino di Roma. Intitolato La cultura per un nuovo modello di sviluppo, il volume alterna infatti nelle sue oltre trecento pagine toni entusiastici e accenti di cupo pessimismo, così che il quadro della situazione culturale italiana emerge in tutta la sua contraddittorietà. I motivi di soddisfazione, in effetti, non mancano: mentre la ripresa dei consumi delle famiglie italiane si è attestata in linea generale intorno a un risicato 1,4 per cento, per quanto riguarda la cultura il balzo in avanti è stato invece nettissimo. Secondo i dati del Rapporto, infatti, la spesa delle famiglie per il cinema è cresciuta del 14,4 per cento, quella relativa ai musei del 10,9 per cento e infine quella per i teatri è aumentata del 29,1 per cento, tanto che per la prima volta da diversi anni il pubblico teatrale ha superato quello degli appuntamenti sportivi: 13,5 contro 12,7 milioni. E non basta: una indagine condotta da Pragma e Federculture rivela a sorpresa che sono soprattutto i giovani, nella fascia compresa fra i 14 e i 29 anni, i maggiori «fruitori» di cultura, non solo infaticabili frequentatori di mostre e di spettacoli di ogni tipo (con la triste eccezione della musica classica e della lirica) ma anche dediti - per un significativo 33 per cento - «a una qualche forma di produzione culturale». A questo fervore, particolarmente accentuato, e non a caso, nelle grandi città, dove negli ultimi anni si sono moltiplicati i poli culturali, dalla milanese Bovisa, nuova sede della Triennale, al Mambo di Bologna ai Mercati generali che si dovrebbero inaugurare a Roma l'anno prossimo, fanno però riscontro una ormai cronica mancanza di risorse (l'incidenza dei fondi assegnati al ministero dei beni culturali nel 2006 è stata pari allo 0,29 per cento del bilancio statale) e una gestione spesso «disattenta» in particolare per quanto riguarda il problema cruciale ovunque, ma soprattutto in Italia, della tutela del paesaggio. Anche per questo, fra le proposte lanciate da Federculture nel suo Rapporto (legate per lo più, come indica il titolo del volume, a un modello di sviluppo che individui nei privati nuove fonti di reperimento delle risorse), può essere interessante l'istituzione di una agenzia di rating territoriale che induca a una maggiore attenzione alla qualità degli interventi.
Cultura in Italia, miseria e nobiltà
Il quarto rapporto annuale Federculture 2007, presentato a Roma, descrive una situazione culturale italiana contraddittoria. I consumi delle famiglie italiane sono aumentati del 1,4% per quanto riguarda la cultura, con un aumento del 14,4% per il cinema, del 10,9% per i musei e del 29,1% per i teatri. Il pubblico teatrale ha superato quello degli appuntamenti sportivi per la prima volta da diversi anni. I giovani (14-29 anni) sono i maggiori fruitori di cultura, frequentando spettacoli e produzione culturale.
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