E sotto la patina nera riaffiora loro di Donatello -------------------------------------------------------------------------------- Spuntano già i riccioli doro del David di Donatello. Una prima prova di restauro evidenzia che il capolavoro in bronzo finora annerito da pesanti patine scure, nasconde la luce della foglia doro che lartista aveva applicato "a missione" in molte parti della superficie. Inizia con questa conferma e con la messa a punto di una tecnica laser innovativa il delicato intervento che per 18 mesi vedrà la restauratrice Ludovica Nicolai alle prese con la ripulitura del David. Operazioni che i visitatori del Museo nazionale del Bargello potranno seguire in diretta, nella sala donatelliana recintata da una cancellata "come in un teatro anatomico del '600» commenta la direttrice del museo Beatrice Paolozzi Strozzi. Lintervento reso possibile dal finanziamento di 200 mila euro della Protezione Civile in occasione del quarantennale dellalluvione di Firenze, forse riserverà altre sorprese. «Loro è rimasto sotto al copricapo, dove i riccioli sono protetti. Ma non è detto che altre parti in rilievo conservino le dorature, poiché lopera per molto tempo è rimasta esposta allesterno» precisa la direttrice. Il bronzo, alto 158 centimetri, dal volto malinconico delleroe biblico, eseguito da Donatello tra il 1420 e il 1443 in occasione delle nozze di Lorenzo il Magnifico con Clarice Orsini, fu posto nel 1449 nel cortile di Palazzo Medici, quindi nel 1595 fu trasferito nel primo cortile di Palazzo Vecchio come simbolo della Repubblica, dove rimase fino al '600, passando poi a Palazzo Pitti, agli Uffizi e al Bargello nel 1865. Ieri la presentazione del restauro alla presenza del capo della Protezione civile Guido Bertolaso, del presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini, della soprintendente Cristina Acidini e dei responsabili tecnici.