Il primo elenco di beni culturali affidati alla Regione è già pronto: Grotta azzurra, Castello dì Baia, certose di Capri e Padula, museo e area archeologica di Paestum, Velia, Campi Flegrei. Altri però se ne potrebbero aggiungere mentre fervono le idee per valorizzarli. È stato anche nominato l'amministratore unico della Scabec, la società campana per i beni culturali della quale sono soci ministero e regione e della quale, dopo l'entrata in funzione, potranno essere cedute ai privati quote fino al 49 per cento, sebbene la direzione dei siti archeologici e culturali resterà sempre nella sfera pubblica. Insomma, privati sì, ma a condizione. L'amministratore unico della Scabec è l'avvocato Alessandro Porzio, che è già impegnato nelle trattative per organizzare sedi e personale. Con la creazione della Scabec troverà attuazione il decreto del 1998 che prevede il trasferimento agli enti locali della valorizzazione dei beni culturali, come stabilisce la Costituzione e le modifiche degli articoli che riversano su regioni e comuni una parte delle competenze. I musei più importanti, tuttavia, resteranno allo Stato, già si sa di Pompei ed Ercolano, l'Archeologico di Napoli, Palazzo Reale, San Martino, Capodimonte. Fervono dunque le trattative per mettere a punto l'elenco dei beni che passeranno in cura alla Scabec. Nei giorni scorsi l'assessore regionale Marco Di Lello ha avuto un incontro con i vertici amministrativi del ministero, il governatore Antonio Bassolino s'è incontrato con il ministro Giuliano Urbani. L'operazione dovrà essere completata al massimo entro la primavera del prossimo anno, ma si tenterà di concludere entro la fine dell'anno. «È un processo positivo di crescita e valorizzazione di nuovi siti culturali - spiega il sovrintendente per la Campania Stefano De Caro - Bisogna dare nuove forme organizzative e potenziare la rete strutturale in località di grande richiamo turistico. La sinergia di gestione Stato-enti locali ha già dato buoni risultati, si pensi a strutture che con la gestione ordinaria non erano in grado di funzionare, come i musei di Lacco Ameno e Piano di Sorrento». «Salvaguardia rigorosa dei livelli occupazionali - dice l'assessore Di Lello - e potenziamento dei servizi: sono questi i due principi che ispirano l'intera operazione». Parole che dovrebbero tranquillizzare anche i dipendenti di queste strutture, che sono preoccupati dagli effetti della svolta e temono la mobilità. «Una volta completato il quadro organizzativo - aggiunge De Caro - le professionalità interne saranno valorizzate ai meglio, sia per il personale che resterà nella competenza statale, sia per i dipendenti che saranno impiegati dalla Scabec».