- "L'Italia e' capofila nel mondo per combattere il fenomeno del traffico internazionale di opere d'arte. Il nostro Paese restituisce opere ritrovate sul proprio territorio ai paesi che ne hanno diritto e vuole ottenere da quei musei che detengono opere archeologiche italiane i beni che appartengono al nostro Paese". Queste le parole espresse da Francesco Rutelli, vice presidente del Consiglio e ministro per i Beni e le Attivita' Culturali, nel presentare la riconsegna alla repubblica islamica del Pakistan di ben 310 reperti archeologici trafugati e identificati dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Monza nell'ambito di evento fieristico svoltosi nel 2005 presso il parco esposizioni di Novegro Segrate. E' stato poi l'intervento degli esperti del Museo Nazionale d'Arte Orientale di Roma a certificare l'autenticita' e la qualita' dei reperti, in generale vasellame, dei quali 96 sono provenienti dall'area pakistana e riferibili alla cultura Nal, altri alla fase Kulli altri ancora alla civilta' dell'Indo, spaziando come datazione dal 3300 al 1900 a.C. Un ritrovamento al quale e' seguita la segnalazione alle autorita' competenti del Pakistan che testimonia "un messaggio politico - ha sottolineato Rutelli - di amicizia e pari attenzione ai problemi di cultura. L'Italia riafferma il proprio impegno non solo nazionale ma in seno alla comunita' internazionale. Abbiamo subito preso contatti per la restituzione dei reperti ritrovati sul nostro territorio. Questa linea ci da' piu' credibilita' nella battaglia contro i trafficanti".