Tra il popolo di Milano era diventato un modo di dire quasi proverbiale. Dire «Ca' Litta» era sinonimo di magnificenza, di ricchezza e soprattutto di feste e ricevimenti da mille e una notte. Le cronache meneghine ne tramandano di memorabili. In occasione dell'arrivo in città di Marianna d'Austria nel 1649, gli Arese, allora proprietari del palazzo, ne organizzarono una davvero principesca. Fecero addobbare, affrescare e arredare per l'occasione l'intero palazzo; nei giardini si crearono rocamboleschi giochi d'acqua, si innalzarono archi trionfali di fiori e frutta e si accesero luminarie dentro «vasi ardenti». Dalle fontane si fecero sgorgare vino e acque odorose, e per intrattenere gli ospiti si organizzarono commedie in musica non stop, corse di carrozze e fragorosi fuochi d'artificio. Ovunque si volgesse lo sguardo dicono i cronisti c'erano montagne di pasticcini e alzate di canditi. Di cui godette anche il popolino, a festa finita, assiepato davanti al portone e grato ai nobili per tanta generosità. Oggi, davanti a Palazzo Arese Litta non si assiepa più nessuno. I tram, le automobili e le ambulanze passano nel frastuono più assordante. Che cosa è rimasto dell'antico splendore? È legittimo chiederselo, anche perché il palazzo non è sparito sotto le bombe come molti edifici analoghi ma continua a troneggiare a metà di corso Magenta a Milano, sporgente e vistoso come un enorme comò di porcellana. In città è noto soprattutto il Teatrino di Palazzo Litta, che detto per inciso è il più antico di quelli funzionanti a Milano, precedendo di una decina d'anni l'apertura della Scala. Ma che cosa celino l'edificio, i suoi cortili, i suoi annessi e connessi, lo sanno solo poche persone. Un tempo si sapeva che il palazzo era la sede di rappresentanza delle Ferrovie delle Stato. Ma dal 1996 le FS non abitano più l'immenso immobile. Oggi ci sono gli uffici dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia. Ed è proprio dalla soprintendente regionale Carla Di Francesco che è nato il progetto di riordino, riuso e lancio di Palazzo Arese Litta, progetto ufficialmente presentato a Milano mercoledì scorso dal Ministro per i Beni e la attività culturali Francesco Rutelli, che ha destinato all'impresa un finanziamento di oltre 5 milioni di euro. Palazzo Arese Litta era celebre per le sue feste? E allora si cominci con una festa. Questa la prima iniziativa voluta da Carla Di Francesco per attirare l'attenzione dei milanesi e dell'opinione pubblica (e di eventuali graditissimi sponsor) sul grande palazzo di corso Magenta. Concerti gratuiti, visite guidate e una mostra di fotografie sul palazzo appositamente commissionate a Gabriele Basilico sono le offerte principali dell'iniziativa «Invito a Palazzo», che si conclude oggi pomeriggio con le visite guidate agli appartamenti storici (per prenotare, tel. 3382407189). Palazzo Arese Litta guarda al futuro e si candida per diventare una vera e propria «Cittadella della cultura», a due passi dal Museo Archeologico, dal Castello Sforzesco e dal complesso di Santa Maria delle Grazie. Nel palazzo è previsto il trasferimento di tutti gli uffici di soprintendenza, da quelli di Brera (Ufficio del catalogo, Ufficio esportazioni eccetera) a quelli della Soprintendenza ai monumenti, oggi alloggiata a Palazzo Reale. Al pian terreno è già operante (ricavato dal vecchio archivio delle Ferrovie) un laboratorio di restauro del contemporaneo, attualmente impegnato nel recupero di un grande soffitto realizzato da Lucio Fontana per l'Hotel del Golfo all'Isola d'Elba. E sempre al pian terreno troverà sede lo Spazio didattico dedicato al Cenacolo di Leonardo da Vinci, un punto di incontro, propedeutico alla visita o di approfondimento alla stessa, che offrirà tutti i supporti didattici e informativi necessari per avvicinare e comprendere il grande capolavoro, sito a poche centinaia di metri di distanza. È previsto anche l'accurato restauro di tutte le parti monumentali del palazzo, dalla lunga e movimentata facciata barocchet-ta di Bartolomeo Bolla, ai più severi cortili secenteschi del Richini, allo scalone monumentale firmato da Francesco Merlo, privato purtroppo della volta originale a causa di una bomba piovuta dal cielo nell'agosto del 1943. Al piano nobile saranno ripristinati i preziosi ambienti originali, le sale da ballo, le sale degli specchi, i boudoir, con le bellissime cornici originali intagliate e dorate, le raffinate sete settecentesche alle pareti, gli splendidi parquet sotto i nostri piedi. E, sollevato lo sguardo, torneremo ad ammirare le pitture delle volte, su cui spicca per qualità l'affresco illustrante l'Apoteosi di un Litta, dipinto da Giovanni Antonio Cucchi, un pittore di Biella però emulo del grande Tiepolo. Proprio queste sale, e altre annesse, saranno lo scenario di molte manifestazioni previste fino all'estate 2008. Alla mostra già in essere di Gabriele Basilico ne seguirà una in collaborazione con la Fondazione Trussardi; poi, sarà la volta di una rassegna su Oriana Fallaci, e più avanti di un'esposizione di pezzi archeologi restituiti all'Italia dai musei americani. Conferenze su restauri, presentazioni di libri e cicli di lezioni (uno è già stato organizzato in collaborazione con il Museo Archeologico) renderanno oltremodo affollate queste belle sale. E lo stesso Ministro dei Beni culturali potrà contare su Palazzo Litta Arese quale sede di rappresentanza a Milano. Benvenuti saranno anche i privati, per convention e banchetti, naturalmente compatibili con la natura storica del palazzo. Chi avesse già una mezza idea al proposito, può contattare fin da subito il seguente indirizzo: littalombardia.beniculturali.it