II capolavoro è stato ammirato da 800mila giapponesi II ministro sottolinea il valore della mostra e polemizza con chi criticò il trasporto del dipinto leonardesco FIRENZE. È tornata nella sua sala, nella sua Galleria, nella sua Firenze, senza i segni di stanchezza di chi ha affrontato il suo primo viaggio intercontinentale restando lontano da casa per più di tre mesi. L'Annunciazione di Leonardo da Vinci, da ieri mattina, è di nuovo esposta agli Uffizi, dopo essere stata la star al museo nazionale di Tokyo per la mostra "La mente di Leonardo", nell'ambito della "Primavera italiana". A celebrare il ritorno dell'opera, c'era il ministro per i beni culturali Francesco Rutelli, che ha colto l'occasione anche per annunciare il possibile via libera del Cipe a 30 milioni di euro per la costruzione del nuovo teatro del Maggio musicale fiorentino. Il dipinto, realizzato da un Leonardo appena ventenne fra il 1472 e 1473, era partito da Firenze fra le polemiche: molti politici potesse subire danni. Tutti sono stati rassicurati da Roberto Boddi, dell'Opificio delle pietre dure: l'Annunciazione oggi «è in condizioni perfette». L'opera, scortata e tra mille precauzioni, è arrivata in Italia la notte fra il 20 e il 21 giugno. Giovedì dopo essersi "ambientata" nella sala per un giorno, è stata appesa. Per i viaggi è stato usato «un complesso sistema di imballaggio - ha spiegato Boddi -. A Tokyo, era custodita in una teca quasi avveniristica». Rutelli ha definito il viaggio dell'Annunciazione «un trionfo», che ha aperto «orizzonti straordinari per l'Italia e il Giappone e l'arrivo di turisti», e ha permesso anche di costruire una banca dati, grazie ai test effettuati con un ac-celerometro, che ora sarà utilizzata per tutte le trasferte di opere d'arte. «Quanti avevano sollevato polemiche - ha aggiunto il ministro -, forse si erano preoccupati troppo». In Giappone, con i suoi 800mila visitatori, la mostra su Leonardo è stato il più grande successo di pubblico da 32 anni a questa parte, «superata per visitatori solo dalla grande mostra su Tutankamen nel 1965 e dalla Gioconda nel 1974», ma allora «i giapponesi non facevano turismo per il mondo». Ieri la fila agli Uffizi era più corposa del solito e, fra i visitatori, c'è stato chi, smanioso di vedere l'Annunciazione, ha cercato di imbucarsi. Ad accompagnare Rutelli c'erano, tra gli altri, il direttore degli Uffizi, Antonio Natali (tra i contrari alla trasferta del dipinto), il direttore del museo nazionale di Tokyo, Teichi Sato, e le autorità fiorentine. Prima di dirigersi verso la sede della Provincia, attraversando a piedi il centro di Firenze e facendosi fotografare con i passanti, Rutelli ha ricevuto da una dipendente un promemoria sul precariato agli Uffizi. Su questo tema, ha assicurato il ministro pronto ad impegnarsi per i lavoratori, non ci sono problemi con la soprintendente Cristina Acidini. A Firenze Rutelli, oltre ai soldi per il Maggio, ha portato in dote anche un milione di euro per il restauro e la ristrutturazione di Palazzo Medici Riccardi e ha garantito un impegno del ministero per l'antico monastero di Badia a Settimo, a Scandicci, che rischia di essere smembrato. Con il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi a fianco, ha confermato che per il passaggio della Fortezza da Basso dall'Agenzia del demanio agli enti locali e alla Regione, «l'intesa non è lontana».