Il Maggio dei Monumenti di questo anno ha assunto una importanza particolare. è diventato l' occasione per discutere della identità culturale della città, della sua vocazione internazionale e delle strategie per perseguire questa ambizione. Ed è un bene che si discuta sul senso di questo evento. è un bene che ci siano opinioni così diverse, confronti così serrati. Monumenti Porte Aperte è la festa della identità della città. La festa della sua storia. Dei suoi beni culturali. Una festa in cui si racconta la storia della città alla città e ai turisti e ha una valenza simbolica altissima. Noi siamo un classico per il mondo. Rappresentiamo un classico su cui lavorare, inventare, disegnare, raccontare. Su cui si è lavorato, disegnato, raccontato. La nostra identità è il prodotto della nostra storia e delle storie che abbiamo ispirato. La costruzione di una identità non è un lavoro di pochi anni. Non dipende da una unica manifestazione. è il prodotto di anni di storia, di immagini stratificate, sedimentate, e spesso anche di stereotipi. Il lavoro che Monumenti Porte Aperte ha svolto è stato proprio quello di estrapolare una parte di queste immagini, un segmento, e riproporlo come il tutto, un collante verso l' interno e un elemento di attrazione verso l' esterno. Verso l' interno questa formula ha dato una grande unità alla città, le ha permesso di reimmaginarsi a partire dalla propria storia e dai propri beni culturali, e di sentirsi parte di un tutto, comunità; e nel contempo ha veicolato all' esterno una immagine positiva, forte, di città internazionale dell' arte. è chiaro che nel tempo gli eventi invecchiano, perdono di attrattiva, vanno arricchiti e, se possibile, ripensati. E la formula che l' assessore Valente ha scelto per quest' anno mi sembra vada proprio in questo senso, e cioè nell' innovare il Maggio aprendolo ad altri beni culturali della città come il cinema, la letteratura e la musica - beni immateriali della cultura partenopea - e utilizzando nuovi linguaggi per comunicare questo grande patrimonio culturale e ambientale. Ma questo Maggio è stato fortemente penalizzato dalla gravissima situazione ambientale dei rifiuti, tema che è stato naturalmente riportato dalla stampa internazionale, e di fronte a una simile catastrofe ambientale non avrebbe retto, in termini di immagine della città, neanche una grande capitale dell' arte come Parigi. Quindi, senza fare confusione tra la situazione ambientale della città e l' offerta culturale del Maggio, va riconosciuto che la strada aperta quest' anno dal Comune sia da incoraggiare oltreché da premiare per coraggio: scegliere attraverso un bando di gara solo quattro eventi, piuttosto che disseminare la città di migliaia di piccolissimi contributi economici ad associazioni cittadine è stato un atto di coraggio. Come è stato coraggioso indire un focus sul Maggio e ascoltare le categorie del turismo mettendole a confronto con gli operatori dello spettacolo. C' è da augurarsi che questo focus non rimanga un caso isolato, ma diventi la norma. Una città intelligente si confronta sui temi importanti e una amministrazione che vuole essere propositiva deve saper ascoltare, monitorare e recepire, non decidere aprioristicamente. La capacità di ascolto deve essere non solo rivolta all' interno della città, ma anche e soprattutto all' esterno: questa è la condizione di partenza per fare di Napoli una città internazionale e attraente, vivibile per i turisti e per i cittadini. Una città in grado di riconoscersi nella propria storia e di avere il coraggio di contaminarla con altre storie, saperi, linguaggi, culture. Una città aperta, propulsiva, creativa. Una città non ancorata a immagini tradizionaliste della città, ma invece capace di innovare partendo dalla tradizione. Bisogna avere il coraggio di remixare la nostra storia e la nostra cultura. Questo è stato il senso di collocare la installazione di Brian Eno all' interno di un prezioso bene culturale della città, di porre a confronto la cinematografia napoletana del Mistero con quella della scena internazionale, di invitare i migliori artisti di strada a invadere le nostre periferie sulle note di musicisti come Sinagra e di artisti come Peppe Barra. In questo senso ritengo che il Maggio di questo anno sia stato un buon esempio di innovazione. E il Maggio, si sa, può essere molto innovativo. L' autore è designer multimediale
NAPOLI - Maggio dei Monumenti buon esempio d' innovazione
Il Maggio dei Monumenti di Napoli è stato un evento importante per discutere dell'identità culturale della città e della sua vocazione internazionale. L'evento ha avuto una valenza simbolica alta e ha rappresentato la storia e i beni culturali della città. Il Comune ha scelto di innovare l'evento, includendo nuovi beni culturali come il cinema, la letteratura e la musica, e utilizzando nuovi linguaggi per comunicare il patrimonio culturale e ambientale della città. Tuttavia, l'evento è stato penalizzato dalla situazione ambientale dei rifiuti e dalla gravità della crisi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo