Abbiamo seguito sulla stampa locale il palleggiamento di responsabilità tra Regione Liguria e soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per quanto concerne il palese degrado del territorio ligure. E riteniamo necessario segnalare alcune rilevanti omissioni e carenze dell' amministrazione regionale e di quella statale in materia di tutela ambientale, non solo per fornire elementi utili per un giudizio circa l' attribuzione all' una o all' altra della maggiore responsabilità del degrado, ma anche e soprattutto per stimolarle ad un' azione di tutela più efficace. In base all' articolo 138 del Codice del Beni Culturali e del Paesaggio, il potere di richiedere l' avvio del procedimento per l' individuazione dei beni paesaggistici è attribuito tanto alla Regione quanto alle direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici. In Liguria, per quanto ci risulta, né l' una né l' altra hanno formulato richieste in tal senso, da quando è entrato in vigore il Codice, sebbene sia ben noto che aree di rilevante valore paesaggistico, esposte al rischio di interventi distruttivi di tale valore, non sono state ancora individuate ai sensi dell' articolo 136 del Codice, né sono sottoposte dal vigente P. T. C. P. regionale al regime di conservazione. Il D. Lgs. 2432006 n. 157, sostituendo l' articolo 146 del Codice, ha posto rilevanti limitazioni al potere delle Regioni di delegare la funzione autorizzatoria ai Comuni; ma sino ad oggi né la Regione Liguria né la soprintendenza hanno tenuto conto di Queste limitazioni, sebbene siano evidenti le conseguenze negative della delega ai Comuni. Il D. Lgs. n. 15706, sostituendo l' articolo 146 del Codice, ha anche disposto che il parere della Soprintendenza sulle domande di autorizzazione paesaggistica sia vincolante «fino all' approvazione del piano paesaggistico ai sensi dell' articolo 143, comma 3, e all' avvenuto adeguamento ad esso degli strumenti urbanistici comunali»; ciò comporta che il preventivo parere della soprintendenza debba ritenersi necessario per i procedimenti di autorizzazione anche nella fase transitoria disciplinata dall' articolo 159 (in quanto l' approvazione del piano paesaggistico comporta, ai sensi del c. 1 dell' articolo 159, la fine di tale fase). Eppure (sebbene sia trascorso oltre un anno dall' entrata in vigore del D. Lgs. n. 1572006) la necessità di tale parere non risulta sia stata segnalata ai Comuni della Liguria dalla soprintendenza o dalla Regione, né che la mancanza del parere sia stata posta a base di annullamenti di autorizzazioni da parte della soprintendenza. Sostituendo l' articolo 148 del Codice, il D. Lgs. n. 1572006 ha stabilito che entro il 31122006 le Regioni promuovano l' istituzione di «Commissioni Locali per il Paesaggio» - aventi il compito di esprimere parere obbligatorio in merito al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche - «competenti per ambiti sovracomunali, in modo da realizzare il necessario coordinamento paesaggistico» e «composte da soggetti con particolare, pluriennale e qualificata esperienza nella tutela del paesaggio». Tali commissioni sarebbero certamente in grado di esprimere pareri più qualificati e più autorevoli rispetto ai pareri degli esperti compresi nelle commissioni Edilizie Integrate previste dalla legislazione regionale (pareri che vengono quasi sempre disattesi). Pur essendo trascorsi oltre cinque mesi dal 31122006, la Regione Liguria non ha provveduto all' Istituzione delle «Commissioni Locali»; ma non è stata neppure sollecitata a tale adempimento dalla soprintendenza o dalla direzione regionale. Con il D. P. R. 12122005 (entrato in vigore il 3172006) è stato dettagliatamente precisato il contenuto della «relazione paesaggistica» che deve corredare l' istanza di autorizzazione paesaggistica e che «costituisce per l' amministrazione competente la base di riferimento essenziale per le valutazioni» in ordine alla compatibilità dell' intervento progettato. Non risulta che il decreto sia stato segnalato ai Comuni della Liguria dalla Regione o dalla soprintendenza, né che questa abbia posto a base di annullamenti di autorizzazioni paesaggistiche la violazione delle prescrizioni contenute nel decreto stesso. L' articolo 155 del Codice attribuisce alle Regioni il compito di vigilare sull' ottemperanza alle disposizioni del Codice da parte delle amministrazioni da loro individuate per l' esercizio delle competenze in materia di paesaggio; ma dispone anche che 'l' inottemperanza alla persistente inerzia nell' esercizio di tali competenze comporta l' attivazione dei poteri sostitutivi da parte del ministero». In Liguria l' inerzia della Regione nell' esercizio della funzione di vigilanza è evidente; ma non risulta che vi sia mai stata attivazione di poteri sostitutivi da parte dell' amministrazione Statale. E' evidente che, ad oggi, né la Regione, né la soprintendenza vogliono apparire ai progettisti, ai costruttori, come quelli che dicono NO; ma non vogliono poi apparire come quelli che hanno detto SI, quando gli scempi sono denunciati da cittadini che non rappresentano interessi politici, economici, clientelari, da cittadini che si preoccupano della tutela del paesaggio. Ma se le leggi vigenti attribuiscono alle soprintendenze poteri sostitutivi ed inibitori finalizzati alla salvaguardia, l' ultima parola può sempre essere detta dalla Soprintendenza. Sempre che lo voglia. presidente sezione Genova Italia Nostra
Troppi fanno da spettatori sull' invasione del cemento
La Regione Liguria e la soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio hanno segnalato omissioni e carenze nell'amministrazione regionale e statale in materia di tutela ambientale. La Regione non ha formulato richieste per l'individuazione dei beni paesaggistici, non ha istituito Commissioni Locali per il Paesaggio e non ha segnalato le violazioni delle prescrizioni contenute nel decreto del 2006. La soprintendenza non ha attivato poteri sostitutivi da parte del ministero. La Regione e la soprintendenza sembrano non voler apparire come difensori del paesaggio, ma non vogliono apparire come quelli che hanno detto "SI" quando gli scempi sono denunciati.
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