L' immobile confiscato a imprenditori mafiosi è di proprietà comunale Oltre 60 i provvedimenti della polizia municipale dall' inizio di quest' anno Caduti a pezzi i soffitti affrescati, i cornicioni e i balconi a petto d' oca è stata a lungo una casa dell' aristocrazia e poi della musica, ora è la casa del degrado e dell' abbandono. Villa Pantelleria, storica residenza settecentesca inglobata dal cemento dei palazzoni di viale Strasburgo, in un' area che un tempo era la Piana dei Colli, è stata sequestrata dagli agenti del nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale. Il terzo sequestro di un importante monumento storico in quattro giorni, dopo palazzo Anzon in via Casa Professa e il Teatro marmoreo del re di Spagna Filippo V, in piazza della Vittoria. Ma sono già oltre sessanta quelli che i vigili del nucleo tutela patrimonio artistico hanno compiuto dall' inizio dell' anno, e più di 110 le persone denunciate: «Talmente tanti - ammette sconsolato il comandante, l' ispettore Giuseppe Crucitti - che a volte neppure riusciamo a renderli pubblici». Nel caso di Villa Pantelleria, confiscata alla fine degli anni Novanta alla famiglia mafiosa dei Caravello e acquisito al patrimonio immobiliare del Comune, il provvedimento di sequestro è scattato per il grave stato di abbandono e abusivismo edilizio. Le indagini sono in corso anche da parte dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale, che mirano a identificare i responsabili di lavori eseguiti senza autorizzazione. Sul luogo del sequestro anche i tecnici della Protezione civile per verificare eventuali pericoli per l' incolumità pubblica. Il provvedimento è stato emesso dal gip Fabio Licata, su richiesta del sostituto procuratore Amelia Luise. Nell' edificio settecentesco, che per lungo tempo ha ospitato il centro Django Reinhardt - una storica associazione musicale guidata dal jazzista Claudio Lo Cascio - oggi regna il degrado. Questa volta però il tempo e l' incuria hanno attaccato la struttura stessa dell' edificio. I tetti affrescati dei saloni stanno cadendo in rovina: il crollo di una porzione della copertura, avvenuto non si sa quando, ha trascinato con sé anche una parte del soffitto a volta. Evidenti anche i danni dovuti alle infiltrazioni di acqua, mentre al piano terra graffiti e disegni risalenti all' ultima occupazione sono ancora lì, in bella evidenza. La pavimentazione mostra segni di cedimento e le stanze interne sono state invase dalla vegetazione. All' esterno, sul prospetto principale, un balcone a petto d' oca è a rischio crollo: la mensola posta a basamento è esplosa, con evidenti e numerose lesioni su tutto il corpo. Il cornicione è sfaldato in diverse parti e la Protezione civile, intervenuta durante il sopralluogo, ha disposto che l' edificio venisse transennato per alcuni metri. Così a cingere il perimetro del corpo centrale dell' edificio storico, ridotto a un rudere di campagna, ci sono adesso i sigilli dei vigili. Il sequestro è scattato anche per i due piloni dell' ingresso principale, decorati con due leoni rampanti: un' opera del 1720 che nessuno conosce, perché fagocitata dalla costruzione di due condomini in via Spagna, al civico 37 e 41. In un terreno adiacente il parco storico, è stata riscontrata la presenza di un box abusivo destinato al parcheggio di scooter: anche quello, costruito a ridosso dell' antico muro di cinta e dotato di un solaio di cemento armato, è stato sequestrato. Appena un mese fa, gli ambientalisti di Italia Nostra avevano lanciato un appello al Comune sollecitando il restauro della villa. La risposta da Palazzo delle Aquile era stata: «Non ci sono soldi». Pochi giorni dopo l' appello ambientalista, l' amministrazione annunciò l' appalto dei lavori di restauro e risanamento conservativo in otto testimonianze architettoniche della Palermo antica, fra le quali c' è anche villa Pantelleria. Per il restauro sono necessari otto milioni di euro, mentre altri due servono a estinguere il mutuo stipulato dagli ex proprietari. Vandalizzata negli anni (nel luglio del 2005 su due aperture della casena sono stati sfondati due muri), villa Pantelleria è stata al centro di numerose polemiche. A marzo del 2006, per restituire alla città il più sontuoso e degradato bene confiscato alla mafia, l' amministrazione lancia una proposta, poi accantonata per assenza di fondi: affidare le spese del restauro alle associazioni antimafia che nella struttura dovrebbero istituire un Centro per la legalità. In precedenza l' amministrazione Cammarata aveva assegnato una parte della villa all' associazione "Il teatro per la libertà", guidata dall' attore Lollo Franco, che opera con detenuti ed ex detenuti del carcere Pagliarelli. Ventimila metri quadrati di verde storico, non interessati dal sequestro di ieri.