NEI GUAI PROPRIETARI DI CASE E DUE TECNICI DEL COMUNE Teano. Tre anni di concessioni edilizie nel Parco regionale di Roccamonfina sotto la lente d'ingrandimento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere: scattano così gli avvisi di garanzia. Almeno cinque notifiche risultano spiccate nei confronti di altrettanti proprietari di edifici in via di realizzazione ed altri due avvisi rimessi all'indirizzo dell'ufficio tecnico comunale e quindi rivolti ai due ingegneri responsabili: Fulvio Russo e Tommaso Compagnone. Al vaglio degli inquirenti, oltre ai primi cinque permessi a costruire, sequestrati tre anni fa, ci sarebbero ora circa 175 concessioni per i complessi destinati ad attività commerciali e gli edifici per private abitazioni. Il fenomeno riguarda tutto il territorio di Teano, un'area che conta 17 frazioni distese su circa novanta chilometri quadrati. A facilitare l'opera dei carabinieri una marea di segnalazioni di associazioni, politici, professionisti e privati cittadini. Ma ultimamente (a maggio del 2007), è stata la stessa Soprintendenza archeologica ad annullare cinque concessioni edilizie ritenute una minaccia per il patrimonio archeologico. Le indagini in parola sembrano orientate ad accertare la presunta violazione della zona rosa di 50metri che circonda il «Parco di Roccamonfina» e lo sforamento del vincolo fluviale, i famosi 150 metri entro cui è vietato edificare secondo il regolamento di tutela delle acque pubbliche. Mentre, questo è il punto, l'ufficio tecnico comunale, nel rilasciare i permessi, si sarebbe interamente rifatto alla vecchia bozza di un Prg mai approvato ma preso a modello persino dal Puc. Strumento che blocca, per esempio, i vincoli delle distanze dai ruscelli sul ponte Casi-Tuoro.