«Patrimonio da recuperare» Distefano. «E' questo l'obiettivo del progetto giunto alla fase conclusiva» Una delegazione maltese composta da funzionari ed esperti archeologi, guidata dal sindaco di Mosta, Paul Caruana, ha preso parte, ieri mattina, al seminario di studi su "L'Archeologia cristiana al centro del Mediterraneo la grotta delle Trabacche a Ragusa, l'Ipogeo di Tà Bistrà a Malta". L'aula consiliare di Palazzo dell'Aquila è stata gremita da un'attenta e qualificata platea, tra cui anche alcune studentesse maltesi impegnate nel progetto di studio. E' stato il dottore Giovanni Distefano, direttore del servizio archeologico della Soprintendenza di Ragusa, nonché docente di archeologia e storia dell'arte tardo antica dell'Università della Calabria, a fare gli onori di casa. L'archeologo ibleo si è soffermato brevemente sugli ottimi risultati, ben aldilà delle più rosee previsioni, conseguiti finora dal progetto "Cultexchange, la rivalutazione delle catacombe come simbolo comune per la valorizzazione della tradizione transfrontaliere", organizzato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa in collaborazione con il Comune di Ragusa e con il Comune di Mosta. "L'obiettivo del progetto, ormai giunto alla sua fase conclusiva ha affermato Distefano si propone il recupero dei siti di maggior interesse storico e archeologico, nell'ambito del confronto con i partners maltesi, contribuendo alla ricerca e alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul patrimonio archeologico cristiano nel Mediterraneo". Il direttore del servizio archeologico della Soprintendenza ha poi relazionato su "Cimiteri ipogeici tardoantichi nella Sicilia Orientale, la catacomba delle Trabacche e i problemi dell'architettura funeraria degli Iblei". Un plauso all'iniziativa è poi giunto dal sindaco di Mosta, Paul Caruana, che si è detto entusiasta di questa sinergia con il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale e con la Soprintendenza, nella consapevolezza comune che bisogna sensibilizzare i giovani verso l'importanza che i reperti e i siti archeologici rivestono per non dimenticare il passato e guardare al futuro con una cognizione basata sull'inestimabile patrimonio culturale di cui proprio l'archeologia è al contempo custode e depositaria. Dal canto suo il sindaco Dipasquale ha annunciato che il Comune curera' una pubblicazione specifica sulle grotte delle Trabacche. La parola è poi passata all'archeologo maltese David Cardona, autore di un'interessante relazione sull'importanza dell'archeologia cristiana. Cardona ha poi l'attenzione sulle tangibili testimonianze delle catacombe di Ta' Bistra a Malta, delle quali è stato evidenziato lo stato di conservazione. Concetti ribaditi nel suo intervento dalla dottoressa Suzannah De Pasquale, collega maltese della Soprintendente Vera Greco. Di "Ipogei e catacombe fra Ragusa e Modica" hanno infine disquisito gli archeologi della Soprintendenza Anna Maria Sammito, Saverio Scerra e Vittorio Rizzone. La "Svimed onlus Ragusa", centro euromediterraneo per lo sviluppo sostenibile organizzatore dell'evento, ha raccolto in questi ultimi giorni centinaia di adesioni per la visita guidata in programma nel pomeriggio di ieri alla catacomba delle Trabacche, nella valle di Buttino, in contrada Centopozzi. La catacomba, nota dal XVIII secolo, rappresenta un esempio emblematico nel territorio ibleo. Proprio per tale motivo se ne auspica una rivalutazione da parte delle istituzioni per rendere il sito una meta obbligata dal punto di vista turistico culturale. La visita guidata costituisce un'occasione, per turisti e residenti, per scoprire le bellezze naturali del sito storico e archeologico.
L'Archeologia cristiana al centro del Mediterraneo: un patrimonio da recuperare
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Ieri mattina, a Palazzo dell'Aquila, si è tenuto un seminario di studi su "L'Archeologia cristiana al centro del Mediterraneo". La delegazione maltese, guidata dal sindaco di Mosta Paul Caruana, ha preso parte al seminario, che ha visto la partecipazione di funzionari e esperti archeologi. Il direttore del servizio archeologico della Soprintendenza di Ragusa, Giovanni Distefano, ha presentato i risultati del progetto "Cultexchange", che si propone il recupero dei siti di maggior interesse storico e archeologico nel Mediterraneo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo